Daguerre e Talbot, Le Gray e Ruskin, Atget e la Abbot, Cartier-Bresson e la Taro, Monti e Mulas, Basilico e Koudelka, e infine Gursky e la Höfer: attraverso questi e molti altri protagonisti, il volume mostra la centralità della fotografia nella lunga corsa per l’affermazione dei diritti civili e il loro consolidamento nella storia urbana europea, in un percorso costellato dalla costruzione di luoghi le cui fotografie hanno acquisito un valore così forte da diventare simbolo dei diritti acquisiti stessi. In un periodo in cui le immagini migrano in modo immediato e virale attraverso lo smartphone, i luoghi fotografati e gli sfondi dei cosiddetti selfie acquisiscono un ruolo sempre maggiore nel definire l’ecosistema culturale di riferimento delle persone e delle loro comunità. Nella maggior parte dei casi si tratta di luoghi della cultura, città storiche, ambienti urbani simbolici del progresso socio-politico. In questo senso, tracciare un profilo storico del legame tra immagini fotografiche, paesaggio e diritti determina una maggior consapevolezza sulla condizione contemporanea. Il libro espone un punto di vista sul percorso visivo, che ha reso possibile l’accettazione di nuovi orizzonti e visioni, scegliendo in modo estremamente selettivo fotografi, fotografie simboliche, libri sull’iconografia architettonica e urbana.
EAN
9788836657254
Data pubblicazione
2025 01 31
Lingua
ita
Pagine
152
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
242
Larghezza (mm)
171
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
412
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