I compagni di Romano Bilenchi di cui si parla nella seconda parte di questa raccolta di studi non sono militanti politici o scrittori a lui coevi, magari campioni di un certo engagement postbellico, ma dei veri artisti figurativi: sono i pittori che l'autore del "Conservatorio di Santa Teresa" ha più amato e frequentato in vita, a partire da Mino Maccari, il 'mitico' fondatore del «Selvaggio» e poi Rosai e quindi i più giovani, Nino Tirinnanzi, Venturino Venturi e fino a Enzo Faraoni, scomparso solo di recente; insomma una cerchia di sodali ricordati in alcune memorabili pagine del suo magnifico "I silenzi di Rosai", il brano centrale di uno dei suoi libri più fortunati, "Amici". Ma è alla narrativa e alla prosa dello stesso Bilenchi che il libro dedica nella sua prima parte una serie di saggi, e vuol esser questo il suo titolo di maggior merito, anche perché ne sono oggetto le opere più significative dello scrittore di Colle Val d'Elsa e cosi, oltre al romanzo maggiore, il Conservatorio appunto, i suoi celebri racconti, fra i quali spiccano "Anna e Bruno" nonché la trilogia della "Siccità", della "Miseria" e del "Gelo", ormai da considerare capitoli di un vero e proprio romanzo cui l'autore volle conferire un titolo quanti altri mai suggestivo e intenso, "Gli anni impossibili".
EAN
9788836816408
Data pubblicazione
2018 05 18
Lingua
ita
Pagine
238
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
145
Larghezza (mm)
212
Spessore (mm)
22
Peso (gr)
314
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