Il presente volume si compone di una serie di articoli compresi nel Diario di uno scrittore e scritti (pur inframezzati ad altri di diversa ispirazione) dall’ottobre al dicembre del 1876, e dunque a ridosso del grande lavoro per l’ultimo dei capolavori di Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov. All’origine di questi testi stanno due temi principali: quello del suicidio giovanile – in apparenza privo di vere motivazioni, ma che Dostoevskij scandaglia con la consueta profondità – e quello del caso giudiziario di Ekaterina Kornilova, la quale, alcuni mesi prima, aveva gettato da una finestra la sua figliastra di soli sei anni, rimasta poi miracolosamente illesa. I due temi si intrecciano e si allargano in una riflessione più generale che investe tutta l’etica dostoevskijana. Come scrive Marilena Rea nella prefazione: «Chi si suicida ha giocato fino in fondo la sua partita tra bene e male, la stessa che ricorre in tutti i romanzi di Dostoevskij. Nella visione profondamente spirituale che l’autore ha della vita, le pedine di questa partita si chiamano libertà, ragione, anima e Dio: l’uomo, in virtù della libertà di cui Dio lo ha dotato, è chiamato a scegliere il bene o il male, ed è proprio questo assunto a fargli correre il pericolo più grande, cioè perdere la dimensione spirituale della vita da cui discende la sua stessa libertà…».
EAN
9788836818006
Data pubblicazione
2020 12 03
Lingua
ita
Pagine
96
Tipologia
Libro in brossura
Tascabile
Tascabile
Altezza (mm)
186
Larghezza (mm)
120
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
103
Come si presenta questo libro
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