Azzurro esiguo

Autore/i: Marco Onofrio

Editore: Passigli

Collana: Passigli poesia

Siamo al cospetto di una poesia che non lascia spazio alle pause, alle cospirazioni irrazionali, alle dispersioni del senso in direzione del risaputo. Onofrio s’immerge in una dimensione che salta il Novecento e l’Ottocento e si colloca, ma con istanze e progetti nuovi, verso un Settecento di furori che ha il passo di un Voltaire degli anni Venti del nostro secolo: «Il suono del passato / e quello del futuro / sono uguali». O ancora: «Il suono, padre della terra». Si legga con calma questo libro, lo si mediti con attenzione, non si abbia fretta, si misuri intanto la portata musicale che ha qualcosa di torbido e di scomodo (Onofrio adopera spesso la parola suono) e poi si ragioni attraverso le metafore e le similitudini, attraverso il “clamore” che viene preteso come chiave introduttiva per comprendere le “necessità” espressive, filosofiche, estetiche e direi anche politiche…” (Dalla prefazione di Dante Maffìa) http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818341p.jpg 20210204152808 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818341g.jpg 20210204152808 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818341.500.jpg 20210204152807 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818341.1000.jpg 20210204152805 6165274 9788836818358 Informazioni Editoriali 00 BC 184 117 9 104 96 Mazzotta, Francesca Colangelo, Stefano Gli eroi sono partiti Gli eroi sono partiti ita 20210325 20201014 Passigli 04 12.50 ASSOLTA 6831 Passigli poesia DCF DCC “Che cos’è la felicità lirica? Accade quando suoni e significati si sposano armoniosamente per generarla, nel farsi di un corpo amoroso di parole per offrirlo alla compresenza dell’ascolto. Questa la beanza – dove i criteri vaporosi del sonno ci orientano nei crateri annebbiati del senno alla ricerca della perfezione luminosa – del sacrificio che qui interpella poeta e lettore nell’offerta eroica di un corpo di parole. Come insegnano Cristina Campo e i numerosi padri letterari di ogni tempo delle lingue toscane di cui questa poesia si nutre, la felicità lirica è imperdonabile, perché fa del dolore alcunché di cantabile in endecasillabi, settenari, novenari perfetti da opporre al silenzio, per risalire dal buio condotti dal canto. La poesia di Francesca Mazzotta piange senza stonature, «è rito e ritmo, ovvero solamente / misura che cadenza la paura», con mestizia elegiaca, con nostalgia malinconica. Il criterio eroico è non perdere il ritmo di una versificazione minuziosamente cesellata e ricercata durante l’esercizio della parola. Un esercizio muscolare e raffinato, ma non estetizzante, affettivo piuttosto, che allontana lo sguardo dal limite del sé e si apre.” (Rosaria Lo Russo) Prefazione di Stefano Colangelo, con una nota di Rosaria Lo Russo. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818358p.jpg 20210317144816 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818358g.jpg 20210317144816 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818358.500.jpg 20210317144815 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818358.1000.jpg 20210317144813 6165275 9788836818365 Informazioni Editoriali 00 BC 112 188 13 110 96 Pessoa, Fernando Serani, Ugo Trentacinque sonetti. Testo inglese a fronte Trentacinque sonetti. Testo inglese a fronte ita 20210211 20201014 Passigli 04 9.90 ASSOLTA 6831 Passigli poesia DCF DCA “Nel 1918 usciva a Lisbona una piccola raccolta di poesie inglesi di Fernando Pessoa. Il suo titolo era semplice e al tempo stesso evocativo: 35 Sonnets. Lo scrittore vi aveva raccolto i suoi sonetti shakespeariani, che aveva iniziato a comporre dal 1910. Perché Fernando Pessoa, per la sua prima pubblicazione autonoma, sceglie come modalità poetica il sonetto elisabettiano? Egli lo elegge a suo mezzo espressivo perché in sé esso racchiude molto di ciò che Pessoa voleva far conoscere della sua poesia nel momento del suo esordio ‘pubblico’. I giochi di parole, le iperboli, i preziosismi e le subtilezas, suprema espressione del desengano secentesco, immediatamente riconducono i suoi versi novecenteschi nell’alveo, appunto, di quel ‘disinganno’. La scelta del metro dei poeti ‘metafisici’ elisabettiani permette al portoghese di connotare la sua poesia fin dal primo sonetto, di disancorarla dalla riflessione amorosa o dei sensi, per dirigerla verso l’espressione dell’inconciliabile divergenza tra essere e sembrare, alla volta di quella che potremmo definire la poetica della maschera…” (dalla prefazione di Ugo Serani) http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818365p.jpg 20210204152808 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818365g.jpg 20210204152808 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818365.500.jpg 20210204152807 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818365.1000.jpg 20210204152805 6165276 9788836818372 Informazioni Editoriali 00 BC 117 118 26 250 272 García Lorca, Federico Nardoni, Valerio Libro de poemas-Libro di poesie. Testo spagnolo a fronte Libro de poemas-Libro di poesie. Testo spagnolo a fronte ita 20210218 20201014 Passigli 04 18.50 ASSOLTA 6831 Passigli poesia DCF DCA “Libro de poemas” (Libro di poesie) rappresenta l’esordio poetico di Federico García Lorca. Uscito nel 1921, quando il poeta aveva ventitré anni, non ebbe allora una particolare risonanza se non nelle persone a lui più vicine. Eppure, ben oltre i limiti connessi in genere con un'opera giovanile, “Libro de poemas” è già pienamente rappresentativo del mondo poetico di García Lorca e comprende senza alcun dubbio alcune fra le sue più belle poesie. Se dunque, come è stato sostenuto, è ancora in parte un poeta alla ricerca della propria voce, quello che scrive queste poesie, in parte molto più cospicua assistiamo qui al prorompere di un talento poetico straordinario e incontenibile, generoso e profondamente vitale, legatissimo alla musicalità del verso, caratteristica costante, quest'ultima, di tutta l'opera lorchiana; né va dimenticato a questo proposito che proprio la musica è stata alla base della prima formazione artistica di Federico. Un’opera dunque giovanile e «azzardata, una pubblicazione improvvisata a caldo, di quelle che, se non sbocciano a un certo punto, poi non nascono più», come scrive Valerio Nardoni nella prefazione; ma anche e soprattutto il geniale prodotto di un inimitabile stato di grazia che qui diamo nella sua completezza, e che ci permette di osservare da vicino il laboratorio di uno dei più grandi poeti del Novecento. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818372p.jpg 20210211143750 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818372g.jpg 20210211143750 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818372.500.jpg 20210211143749 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818372.1000.jpg 20210211143748 6218683 9788836818389 Informazioni Editoriali 00 BC 210 142 13 170 120 Jemolo, Arturo Carlo Scherzo di Ferragosto Scherzo di Ferragosto ita 20210715 20201014 Passigli 04 14.50 ASSOLTA 4449 Passigli narrativa FFC «È venuto il diavolo e ha tagliato la testa alla mamma»: così comincia questo romanzo breve di Arturo Carlo Jemolo, il grande storico e giurista della cui produzione questo “giallo” costituisce a tutti gli effetti un vero e proprio unicum. Pubblicato soltanto dopo la sua morte, “Scherzo di Ferragosto” è un “noir” classico, con tanto di delitto e investigazione, e Jemolo sorprende per la maestria e la disinvoltura con cui regge le fila della narrazione. Al centro della quale, troviamo l’indagine minuziosa di un giovane procuratore del re sul delitto di una donna decapitata che parrebbe non essersi opposta alla sua stessa morte efferata, il tutto in un’atmosfera di paese in cui si intrecciano pregiudizi, sospetti e interrogativi che mostrano un’Italia ormai dimenticata ma non per questo meno suggestiva. La vicenda troverà una improvvisa soluzione molti anni dopo, quando un vice-brigadiere dei Carabinieri, all’epoca del delitto solo un bambino, tornerà a indagare e, collaborando con il vecchio procuratore ormai in pensione, arriverà a risolvere il caso… o almeno a credere di averlo risolto. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818389p.jpg 20210706125029 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818389g.jpg 20210706125029 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818389.500.jpg 20210706125028 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818389.1000.jpg 20210706125026 6218685 9788836818402 Informazioni Editoriali 00 BC 210 140 14 208 160 Roth, Joseph Donin, Beatrice Aprile. Storia di un amore Aprile. Storia di un amore ita 20210415 20201014 Passigli 04 14.50 ASSOLTA 4449 Passigli narrativa FBC FYB I quattro racconti qui raccolti, scritti tra il 1925 e il 1935, hanno in comune il tema dell’amore e una caratterizzazione dei personaggi femminili cui l’autore guarda con particolare sensibilità e partecipazione. “Aprile” (1925) è il racconto in prima persona di un amore vissuto platonicamente dal narratore che, complice l’arrivo inebriante della primavera, si innamora follemente di una splendida fanciulla appena intravista, e contemporaneamente intesse una pigra relazione con Anna, uno dei personaggi più belli della novella, donna romantica, appassionata, vittima del suo stesso desiderio di amore e capace di slanci e generosità verso l’uomo amato. “Lo specchio cieco” (1925), capolavoro lirico, è la storia della giovane Fini che, poco più che bambina, scivola nel misterioso mondo delle passioni infelici e fatali. Personaggio femminile descritto dall’autore con grande pietas e capacità introspettiva, Fini ricorda le tante figure femminili che nella grande letteratura europea hanno dato volto alla condizione di sofferenza e sfruttamento riservato alla donna nella società del tempo. “Il capostazione Fallmerayer” (1933) narra la travolgente passione di un uomo comune per una grande aristocratica. Risoluto a trasformare il suo sogno d’amore in realtà, egli riesce, superando ogni barriera sociale, a conquistare la donna oggetto del suo desiderio. Alla fine ritrova, con un gesto leale, la propria umanità e integrità. L’ultimo racconto, “Il trionfo della bellezza” (apparso per la prima volta in francese nel 1934, e ripubblicato poi in tedesco un anno dopo), è la storia di un amore al limite della psicosi di un diplomatico per la propria moglie, e narra con fine ironia della pericolosità della bellezza femminile e di come la passione possa diventare ossessione. A differenza degli altri racconti, infatti, qui le donne, creature ingannevoli e false, sono guardate dall’autore con lieve misoginia, e gli uomini sono vittime destinate a soccombere alla perversione e immoralità femminili. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818402p.jpg 20210413162656 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818402g.jpg 20210413162656 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818402.500.jpg 20210413162654 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818402.1000.jpg 20210413162653 6218686 9788836818419 Informazioni Editoriali 00 BC 215 145 20 239 184 Singer, Israel Joshua Dilaghi, Sofia;Merlini, Luca Giorni d'estate Giorni d'estate ita 20210506 20201014 Passigli 04 16.50 ASSOLTA 4449 Passigli narrativa FBC FYB 5PGJ Israel Joshua Singer, figlio di un rabbino polacco e maestro di celebrati romanzi quali “La famiglia Karnowski” e “I fratelli Ashkenazi”, a proposito del quale Claudio Magris ha parlato di «ultimo ‘classico’ della letteratura yiddish, e quindi uno degli ultimi classici del romanzo ottocentesco», è in realtà anche un sublime autore di racconti da poco riscoperti dalla Passigli Editori. I lettori dei tre volumi recentemente pubblicati (“Perle”, “Sulla Vistola”, “Nella città vecchia”) hanno fortemente apprezzato questi racconti di Israel Singer, che compongono una variegatissima galleria di personaggi e situazioni paradossali, tipiche dell’ironia della cultura ebraica. Dal classico shetl dell’Europa centrale e orientale alle città di Varsavia e di Cracovia, dalla Russia agli Stati Uniti, la diaspora ebraica è la vera protagonista dei racconti di Singer, testimone attento e partecipe di una grande tradizione che si dispiega in personaggi e situazioni che rispecchiano in modo magistrale la favolosa cultura e il finissimo senso dell’humor del mondo ebraico. La migliore introduzione alle opere di Israel Joshua Singer la offre il fratello Isaac Bashevis Singer, premio Nobel 1978: «Sto ancora imparando da lui e dalla sua opera». http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818419p.jpg 20210503115533 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818419g.jpg 20210503115533 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818419.500.jpg 20210503115531 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818419.1000.jpg 20210503115530 6218688 9788836818433 Informazioni Editoriali 00 BC 212 144 20 293 224 Longobardi, Nino Il declino italiano. Le ragioni istituzionali Il declino italiano. Le ragioni istituzionali ita 20210318 20201014 Passigli 04 24.00 ASSOLTA 88353 Biblioteca Passigli JPH JPP KCX 1DST 3MP 3MRBH Le ragioni della mancata crescita dell’economia italiana e del declino della nostra società sono imputabili alle istituzioni. Secondo l’autore, la pubblica amministrazione, la magistratura e la classe politica sono i principali responsabili della crisi che attanaglia il nostro Paese, che viene ormai guardato come il “grande malato d’Europa”. Per affrontare questi problemi occorre risalire alle cause della degenerazione delle istituzioni ed è proprio quanto fa questo libro, il cui autore, docente di Diritto amministrativo all’Università dell’Aquila, vanta esperienze di insegnamento all’estero e di consulenza per Governo, Regioni, Comuni e società pubbliche. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818433p.jpg 20210309144134 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818433g.jpg 20210309144134 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818433.500.jpg 20210309144133 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818433.1000.jpg 20210309144131 6218689 9788836818440 Informazioni Editoriali 00 BC 206 140 25 382 318 Urrutia, Matilde Cirillo Sirri, Teresa La mia vita con Pablo Neruda La mia vita con Pablo Neruda ita 20210701 20201014 Passigli 04 16.50 ASSOLTA 88353 Biblioteca Passigli DNBL1 DSBH DSC DNC 1KLSH 3MP Neruda, Pablo Le memorie di Matilde Urrutia (1912-1985), la donna che ispirò a Pablo Neruda un amore appassionato che rimase vivo e saldo negli anni, costituiscono un’importante testimonianza non solo sulla figura del grande poeta cileno, ma anche sugli anni difficili eppure straordinari che la coppia visse insieme in più paesi di due continenti. Matilde racconta l’uomo Neruda e l’avventurosa storia del loro amore, sorto quando Pablo era ancora legato alla seconda moglie, Delia del Carril, dai loro incontri clandestini a Berlino, a Nyon, a Roma, a Parigi, fino al ‘paradiso’ del loro amore, il lungo soggiorno sull’isola di Capri in una casa finalmente tutta per loro. Ed è a Capri, l’isola «regina di roccia», la «cattedrale marina» rifugio segreto dei due amanti, che Pablo raccoglie nei suoi Versi del Capitano la testimonianza poetica di quell’amore appassionato, che uscirà clandestina, proprio per non ferire Delia, in sole quarantaquattro copie destinate per sottoscrizione agli amici italiani del poeta. Ma se il periodo del ‘buen retiro’ caprese costituisce senza dubbio uno dei momenti più affascinanti delle memorie di Matilde, occorre anche aggiungere che queste pagine ci offrono un ritratto completo dello scrittore che – non va dimenticato – è stato anche appassionato cantore dell’epica dei poveri, poeta fra i più pronti ad assumere nella propria voce le istanze degli oppressi. E non è un caso che le memorie di Matilde si aprano proprio con il fatidico anno 1973, l’anno del tragico golpe cileno ad opera del generale Pinochet, l’anno dell’assassinio di Salvador Allende e, insieme, l’anno della morte del grande poeta, che vedeva svanire di colpo le speranze di democrazia e di libertà per il proprio paese. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818440p.jpg 20210621114514 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818440g.jpg 20210621114514 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818440.500.jpg 20210621114513 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818440.1000.jpg 20210621114512 6218690 9788836818457 Informazioni Editoriali 00 BC 210 141 20 284 224 Savater, Fernando Casalini, Alessio;Nardoni, Valerio Detectives, mostri e fantasmi. Le grandi storie del brivido Detectives, mostri e fantasmi. Le grandi storie del brivido ita 20210520 20201014 Passigli 04 18.00 ASSOLTA 88353 Biblioteca Passigli DSB DSK Generi letterari Romanzo giallo Romanzo gotico Con “Detectives, mostri e fantasmi” si chiude la trilogia che Fernando Savater ha dedicato all’«arte di raccontare storie». Come nei due precedenti volumi – “Pirati e altri avventurieri” e “Luoghi lontani e mondi immaginari” – Savater passa in rassegna un’ampia serie di opere, svariando tra cinema e letteratura, e lo fa soprattutto da appassionato e intelligente lettore che confessa i suoi amori più antichi e mai abbandonati. Protagonisti di questo terzo volume sono i grandi autori del ‘brivido’, in particolare Edgar Allan Poe e Agatha Christie, visti come due dei principali rappresentanti di una letteratura che da una parte non ha mai cessato di fondarsi sul ‘mistero’ nelle sue molteplici forme, ma dall’altra ha sempre voluto affrontarlo con tutte le chiavi che ha a disposizione, prima di tutte quelle della logica. Fra questi due versanti, si situano autori e personaggi indimenticabili, dal grande Sherlock Holmes all’epopea tragica di King Kong, dai maestri del racconto gotico come M. R. James e Lovecraft ad uno degli eroi dell’infanzia di Savater, il bambino William Brown con la sua banda di ‘fuorilegge’. E poi: Ian Fleming e Michael Crichton, con le loro trasposizioni cinematografiche, e tanti altri autori noti e meno noti. Savater si mostra ancora una volta lettore onnivoro, ma non solo: ogni libro, ogni storia è un’occasione per riflettere non soltanto sulla letteratura e sulle differenze tra i diversi generi, ma anche sul nostro rapporto coi libri, sulla nostra capacità e volontà di leggerli fuori dai pregiudizi, e dunque senza tarpare le ali all’immaginazione e senza vergognarsi di provare piacere quando lo si prova, e semmai interrogandosi su questo piacere che la strana esperienza ‘aggiuntiva’ della lettura offre a tutti noi. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818457p.jpg 20210513114520 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818457g.jpg 20210513114520 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818457.500.jpg 20210513114519 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818457.1000.jpg 20210513114518 6218691 9788836818464 Informazioni Editoriali 00 BC 186 116 6 86 80 Baudelaire, Charles Ferrara, Maurizio La fanfarlo La fanfarlo ita 20211216 20201014 Passigli 04 9.50 ASSOLTA 481 Le occasioni 04 FBC Dieci anni prima di pubblicare “I fiori del male”, con “La Fanfarlo” (1847) Charles Baudelaire mostra di avere tutte le doti del narratore di razza, educatosi in particolare sulle letture di uno scrittore da lui amatissimo come Honoré de Balzac. Ma nel protagonista del racconto, Samuel Cramer, non è difficile ravvisare alcuni tratti personali dello stesso autore; anzi, in un certo senso, è come se Baudelaire vi si parodiasse: quasi a sottrarsi a quel tanto di naïf e di fittizio intessuto tutt’intorno a una falsa idea di poeta. Se Baudelaire è davvero il primo poeta della modernità, è anche e proprio per uno spirito critico che non arretra di fronte a nulla, neppure, e ancora di meno, di fronte a se stesso. Al di là della piacevolezza narrativa dello strano, e quasi comico, triangolo dei tre protagonisti – oltre a Cramer, i due personaggi femminili: la signora di Cosmelly e la ballerina Fanfarlo – questo racconto si presenta dunque anche come la precisa messa a fuoco di una poetica, come rivelava già Jean-Paul Sartre: «La Fanfarlo, opera di prima giovinezza, lascia stupefatti: tutto è già lì, le idee e la forma». http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818464p.jpg 20211209161830 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818464g.jpg 20211209161830 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818464.500.jpg 20211209161829 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818464.1000.jpg 20211209161828 6218693 9788836818488 Informazioni Editoriali 00 BC 210 140 18 210 160 Joyce, James Gentili, Alessandro Linati, Carlo Esuli Esuli ita 20210708 20201014 Passigli 04 16.50 ASSOLTA 88353 Biblioteca Passigli DDC Tra le prime traduzioni italiane delle opere di James Joyce figura quella di Carlo Linati della sua unica opera teatrale “Exiles”, scritta nel 1915, quando Joyce viveva a Trieste, e che ebbe la sua prima assoluta a Monaco di Baviera nel 1919. Solo dopo la pubblicazione di “Ulysses” (1922), che aveva posto Joyce al centro dell’attenzione internazionale, ci furono le prime rappresentazioni di fronte a un pubblico di lingua inglese, a New York nel 1925 e a Londra (assente l’autore, ma con Italo Svevo tra il pubblico, che gliene fece un accurato resoconto) nel 1926. Non si può certo dire che fu un’opera fortunata, anche se un forte risveglio di attenzione si ebbe grazie a Harold Pinter all’inizio degli anni Settanta; e comunque “Esuli” resta centrale nella produzione del grande scrittore irlandese per più ragioni: la prima è che Joyce con il teatro sperimentava, dopo la poesia di “Chamber Music” e la narrativa dei “Dubliners”, un altro dei generi che si sarebbero poi mischiati nel grande calderone delle sue opere successive, e basti pensare al lungo episodio di “Circe” nell’”Ulisse”, tutto svolto tra dialoghi e didascalie. Ma, oltre a questi aspetti più letterari, “Esuli” costituisce anche una vera e propria messa a fuoco esistenziale; infatti, dietro le fattezze dei personaggi di questo testo intenso e per certi versi ancora sconvolgente, non si possono non ravvisare i tratti di Joyce stesso e della sua compagna Nora Barnacle. Come scrive Alessandro Gentili nel saggio introduttivo che accompagna questa edizione, «”Exiles” è dramma distintamente autobiografico… L’opera, per certo teatrale ma ben leggibile come un racconto lungo o un romanzo breve, indica apertamente alcuni caratteri salienti del Joyce uomo e artista, che affida al dramma l’esplorazione di delicate questioni e argomenti che lo toccano da vicino…». La versione che qui ne riproponiamo è appunto la prima italiana di Carlo Linati, rivista da Giacomo Debenedetti per una successiva edizione. A completamento del nostro volume, abbiamo voluto pubblicare tre lettere “italiane” di Joyce a Linati, relative appunto a “Esuli”, e un interessante articolo dello stesso Linati su una sua visita parigina allo scrittore irlandese. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818488p.jpg 20211004143556 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818488g.jpg 20211004143556 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818488.500.jpg 20211004143554 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818488.1000.jpg 20211004143553 6218694 9788836818495 Informazioni Editoriali 00 BC 187 115 11 110 112 Gide, André Ferro, Gianni Gavazzeni, Gianandrea Note su Chopin Note su Chopin ita 20220127 20201014 Passigli 04 12.50 ASSOLTA 481 Le occasioni 04 AVLA AVN DNL 6RA Chopin, Fryderyk Il grande scrittore André Gide (1869-1951, Premio Nobel per la Letteratura nel 1947) tra i compositori privilegiò sempre Chopin sopra ogni altro, tanto che il musicista polacco assunse ai suoi occhi un valore quasi mitologico, ponendosi come una sorta di assoluto musicale. «Ho trascorso con Chopin un numero maggiore di ore che con qualsiasi altro autore», confidava Gide a un giovane pianista nel gennaio 1915; e in effetti Gide, pianista egli stesso, si misurò tutta la vita con Chopin, come testimoniano le sue numerose pagine, dai “Cahiers d’André Walter” alle opere della maturità, costellate di richiami musicali. Le sue “Note su Chopin”, integrate in questa edizione dalle pagine del “Journal” che alla musica e a Chopin si richiamano, sono il distillato di questa frequentazione; Gide riteneva che la propria epoca stesse tradendo il vero Chopin con esecuzioni virtuosistiche che alla fine contrastavano con la sua più intima essenza; occorreva dunque tornare alle partiture, alle reali intenzioni e indicazioni del grande musicista. Un libro di grande intelligenza critica, a metà tra musica e letteratura (di grande interesse anche i confronti tra Chopin e Baudelaire), arricchito dall’acuta prefazione di Gianandrea Gavazzeni che è stato non solo uno dei nostri più grandi direttori d’orchestra, ma anche uno dei nostri massimi critici musicali. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818495p.jpg 20220127142410 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818495g.jpg 20220127142410 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818495.500.jpg 20220127142409 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818495.1000.jpg 20220127142408 6218695 9788836818501 Informazioni Editoriali 00 BC 188 118 9 70 64 Pessoa, Fernando Lopes, Teresa Rita Mulinacci, Roberto L'ora del diavolo L' ora del diavolo ita 20210520 20201014 Passigli 04 7.50 ASSOLTA 481 Le occasioni 04 FBC «Uscirono dalla stazione e, giungendo in strada, ella si accorse con stupore di trovarsi nella stessa via dove abitava, a pochi passi da casa. Si fermò. Poi si volse indietro, per comunicare questo suo stupore al compagno; ma dietro di lei non c’era nessuno. Solamente la strada, lunare e deserta…». È davvero il Diavolo il personaggio che la protagonista incontra di ritorno da un ballo mascherato e che, in un dialogo teso e sconcertante, si presenta non con l’immagine tradizionale del Maligno, ma come il signore dell’immaginazione, della notte, del sogno? E se non è il Diavolo, come mai il figlio che la donna porta in grembo, una volta cresciuto, avrà come sogno ricorrente la stessa visione mostrata alla madre dal misterioso personaggio? Frutto della ricostruzione condotta da Teresa Rita Lopes sui manoscritti dell’ormai famoso baule degli inediti pessoani, “L’ora del diavolo” si presenta come uno stupendo racconto che conferma l’importanza ed il fascino del Pessoa narratore. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818501p.jpg 20210513114520 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818501g.jpg 20210513114520 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818501.500.jpg 20210513114519 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818501.1000.jpg 20210513114518 6218696 9788836818518 Informazioni Editoriali 00 BC 186 118 10 114 112 Tolstoj, Lev Sichel, Silvia Il diavolo Il diavolo ita 20210513 20201014 Passigli 04 10.00 ASSOLTA 481 Le occasioni 04 FBC Il lungo racconto “Il diavolo”, composto nel 1889, venne pubblicato postumo un anno dopo la morte di Tolstoj, avvenuta nel 1910, seguendo dunque la stessa sorte di “Padre Sergio”, un altro dei suoi racconti che per non pochi aspetti a questo si avvicina. Il diavolo infatti è, anche qui, la tentazione dei sensi: tema fondamentale nell’arte di Tolstoj, che si trova sviluppato in numerose sue opere e in particolare anche in un altro famosissimo racconto lungo, “La sonata a Kreutzer”, pubblicato proprio nel 1889. Un unico filo conduttore lega dunque questi tre piccoli capolavori; e se in “Padre Sergio” il tumulto dei sensi cede alla prepotente nascita di una vocazione religiosa e ne “La sonata a Kreutzer” sfocia infine nel delitto, ne “Il diavolo” assistiamo al progressivo sviluppo della morbosa passione del protagonista che lo trascina fatalmente verso l’abisso della pazzia. Tutti e tre i racconti sono pubblicati in questa stessa collana. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818518p.jpg 20210510125959 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818518g.jpg 20210510125959 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818518.500.jpg 20210510125957 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818518.1000.jpg 20210510125956 6218697 9788836818525 Informazioni Editoriali 00 BC 187 117 17 150 144 Neruda, Pablo Bovaia, Roberta Bellini, Giuseppe Una casa nella sabbia. Testo spagnolo a fronte Una casa nella sabbia. Testo spagnolo a fronte ita 20210422 20201014 Passigli 04 8.50 ASSOLTA 481 Le occasioni 04 DCF DCC “Una casa nella sabbia” occupa un posto particolare nell’opera di Pablo Neruda, e non solo perché si tratta dell’unico suo libro uscito in prima edizione in Spagna (Barcellona, Lumen, 1966) durante la lunga epoca del franchismo. La raccolta, infatti, si compone per gran parte di prose poetiche – pur non mancando qualche composizione lirica, come la celebre «Il dente di capodoglio»; circostanza questa non frequente nell’opera del grande poeta cileno, che ci riporta al clima di alcune raccolte giovanili come “L’abitante e la sua speranza” e “Anelli”. Ma, soprattutto, “Una casa nella sabbia” è fra le opere più intime di Neruda, perché quella ‘casa’ è la famosa casa di Isla Negra, di fronte all’oceano, e protagonisti sono dunque il mare e gli oggetti che la animano, in particolare le polene – di cui il poeta era collezionista – che, come antiche divinità, popolano queste pagine. Perché la ‘Medusa’, la ‘María Celeste’, la ‘Cymbelina’, queste «statue di prua delle navi», non sono per Neruda semplici oggetti, ma creature vive nelle quali si compendia l’esperienza di un’intera vita. Prefazione di Giuseppe Bellini. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818525p.jpg 20210413162656 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818525g.jpg 20210413162656 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818525.500.jpg 20210413162654 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818525.1000.jpg 20210413162653 6218698 9788836818532 Informazioni Editoriali 00 BC 142 215 25 360 288 Harjo, Joy Coltelli, Laura La memoria della terra. Testo americano a fronte La memoria della terra. Testo americano a fronte ita 20211125 20201014 Passigli 04 28.00 ASSOLTA 6831 Passigli poesia DCF DCC « Autrice di letteratura nativa e libri per bambini, premiata con prestigiosi riconoscimenti, Joy Harjo si è ormai affermata come una voce potente non solo tra i poeti indianoamericani, ma anche nel più vasto panorama della letteratura americana contemporanea. Nella complessa densità di questa nuova raccolta, che molto ha contribuito a consolidare la sua reputazione di artista e a favorire la nomina di Poet Laureate degli Stati Uniti, il viaggio fisico “in questo paese terrificante di bellezza” conduce il lettore in un percorso ancora più preciso attraverso la storia indiana, dalla nativa Oklahoma all’Alaska, alla California, alle Hawaii, nella stessa infinitezza dello spazio americano, luoghi perduti e sempre ritrovati nel rapporto indistruttibile con la terra, con gli antenati, con una cultura da preservare nella catena generazionale... La musica accompagna questa poesia, una fusione di ritmi e sonorità – stomp dance and songs dei Creek, canti Forty Nine, ninnenanne tradizionali, blues e jazz – fino all’incantatorio battito dei tamburi cerimoniali. Un viaggio dunque anche musicale, e nonostante che Joy Harjo cambi di proposito la citazione al negativo della canzone country di Bob Willis in un momento particolare della sua vita – “non portarmi a Tulsa. / Posso sposare solo la musica” (Noi c’eravamo quando il jazz fu inventato) –, il percorso intrapreso conduce alla fine proprio alla città nativa, un coming home che è riconquista di identità e della propria terra...» (Dalla prefazione di Laura Coltelli) http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818532p.jpg 20211103173531 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818532g.jpg 20211103173531 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818532.500.jpg 20211103173530 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818532.1000.jpg 20211103173529 6218699 9788836818549 Informazioni Editoriali 00 BC 115 185 12 135 144 Solonovič, Evgenij Graziadei, Caterina Balestra, Bianca Maria;Scandura, Claudia In mani fidate. Poesie 1981-2020. Testo russo a fronte In mani fidate. Poesie 1981-2020. Testo russo a fronte ita 20210429 20201014 Passigli 04 17.50 ASSOLTA 6831 Passigli poesia DCF DCC «Come altri, in una tradizione riconoscibile, anche Evgenij Michajlovič Solonovič potrebbe dichiarare la propria Musa modesta, priva di enfasi, familiare quasi, di certo ostile ai sovrattoni. Eppure, dal maggiore fra i traduttori russi di letteratura e soprattutto di poesia italiana, sarebbe plausibile attendersi citazioni, incursioni nel territorio della nostra cultura (…) Nulla di questo traspare né affatica la poesia meditativa e insieme colloquiale di un tardivo esordiente, che ha quasi atteso di esaurire il proprio debito con la letteratura italiana, per scrivere ora parole proprie sul mondo, su ciò che abbiamo intorno e su ciò di cui la vita ha lasciato tracce (…) La sobria poesia di Evgenij Solonovič ha il disincanto dell’età, del tempo vissuto, solcata a tratti dal secco lampeggiare che è stato di certa poesia montaliana, così prossima al suo “traduttore giurato”, “goffo scassinatore di metafore”, screziata da locuzioni familiari, proverbi, prosaismi, allusioni rapidissime alla tradizione letteraria russa…» (Dalla prefazione di Caterina Graziadei) http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818549p.jpg 20210413162656 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818549g.jpg 20210413162656 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818549.500.jpg 20210413162654 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818549.1000.jpg 20210413162653 6218701 9788836818556 Informazioni Editoriali 00 BC 185 117 12 115 120 Scotto, Fabio Carrai, Stefano A. L'abbandono A. L'abbandono ita 20210429 20201014 Passigli 04 14.50 ASSOLTA 6831 Passigli poesia DCF DCC «…Questo nuovo libro di poesia di Fabio Scotto è sorprendente, perché la ferita straziante prodotta nell’anima dall’abbandono da parte della donna amata stilla dolore in gocce di poesia pura. Si potrebbe dire che esso rappresenta il versante disforico della raccolta ‘In amore’ pubblicata qualche anno fa dallo stesso autore, ma bisogna avvertire subito che il testo ha una completa autonomia. Anzi, più che di una aggregazione di liriche, si tratta di un libro vero e proprio, strutturato come un lungo prologo costituito da una lettera in versi d’ispirazione dichiaratamente majakovskiana, seguito da una serie di più o meno brevi frammenti lirici, che penetrano nell’animo come una sequenza di punte tanto luminose quanto lancinanti. Ciò conferisce al macrotesto un carattere in certo senso poematico che trascende la naturale empiria del testo lirico, sicché il libro si legge come un continuum, uno sbocco o sgorgo inarrestabile di sofferenza sublimata in parola. I versi non servono, nella fattispecie, a esorcizzare la pena, non hanno sapore dolciastro e consolatorio. La successione delle poesie ha semmai l’intensità di una serie di trafitture appunto, tanto è cocente il senso della perdita e del passato irremeabile…» (Dalla prefazione di Stefano Carrai) http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818556p.jpg 20210422124539 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818556g.jpg 20210422124539 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818556.500.jpg 20210422124538 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818556.1000.jpg 20210422124537 6218703 9788836818563 Informazioni Editoriali 00 BB 185 116 7 85 80 Fraccacreta, Enrico I cigni neri I cigni neri ita 20211021 20201014 Passigli 04 12.00 ASSOLTA 6831 Passigli poesia DCF DCC I primi cigni neri, visti a Lesina negli intervalli di una piccola gara podistica sul lungolago, segnano l’avvio di un’esperienza di due anni con i ragazzi del Centro di igiene mentale, in provincia di Foggia. Il pudore dei loro segreti, la purezza del loro sguardo sul mondo scopriranno, col passare delle lezioni e delle giornate trascorse insieme in campagna e nei boschi, una bellezza e una diversità paragonabili in qualche modo a quella degli splendidi volatili. Ma cigni neri sono anche le figure sacre che si intravedono nei versi della seconda sezione del libro, sino a sfiorare l’ascolto della presenza divina, l’eterna e sfolgorante gioia così spesso incompresa dagli umani. E cigni neri, ancora, sono i morti giovani della terza sezione, il loro passaggio così fugace, l’appassire improvviso dei primi bottoni fiorali dopo una gelata. La bellezza perduta nel breve «viaggio terrestre» dei ragazzi. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818563p.jpg 20211025131708 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818563g.jpg 20211025131708 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818563.500.jpg 20211025131707 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818563.1000.jpg 20211025131705 6218706 9788836818570 Informazioni Editoriali 00 BC 210 140 20 490 416 Achmàtova, Anna Carnevali, Bruno Luna allo zenith. Testo russo a fronte Luna allo zenith. Testo russo a fronte ita 20211028 20201014 Passigli 04 28.00 ASSOLTA 6831 Passigli poesia DCF DCC Nata a Odessa nel 1889 e morta a Mosca nel 1966, la vita di Anna Achmatova si è intrecciata con la storia del suo Paese, e anche con le tragedie di quella storia; basti pensare che il suo primo marito, il poeta Nikolaj Gumilëv, venne fucilato nel 1921 con l’accusa di attività controrivoluzionaria; che il suo unico figlio, Lev, venne arrestato e condannato ai lavori forzati nel 1938; e che lei stessa fu continuamente ostacolata dal regime sovietico – che accusava i suoi versi di pessimismo nevrotico e di erotismo malato – e venne espulsa dall’Unione degli Scrittori. In realtà l’Achmatova si ricollegava a ciò che c’era di più alto, e ancora fertile, nella grande tradizione della letteratura russa fra Otto e Novecento, da Puskin a Blok; e lo faceva rifiutando, come scrive Carnevali nella prefazione, ogni «compiacimento estetizzante», ogni «tentativo di evasione». La sua voleva essere innanzitutto poesia della realtà, e «la stessa misura del suo tono lirico, la precisione del dettaglio, la sobrietà insomma del linguaggio conferiscono tanta più intensità, intima tensione drammatica ai suoi versi». Questa raccolta delle poesie di Anna Achmatova, che uscì in prima edizione nel 1962 e dunque solo quattro anni prima della scomparsa della grande poetessa russa, resta a tutt’oggi la più completa e organica antologia della sua opera poetica in edizione italiana; anche per questo, riproponendola oggi a distanza di oltre cinquant’anni, abbiamo preferito lasciare intatto il lavoro del traduttore e curatore, Bruno Carnevali, anche per quanto riguarda l’apparato critico-bibliografico. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818570p.jpg 20211025131708 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818570g.jpg 20211025131708 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818570.500.jpg 20211025131707 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/836/818/9788836818570.1000.jpg 20211025131705 6228684 9788836818587 Informazioni Editoriali 00 BC 186 118 10 114 112 Leblanc, Maurice Ferrara, Maurizio Arsène Lupin e la collana della regina Arsène Lupin e la collana della regina ita 20210303 20201014 Passigli 04 10.00 ASSOLTA 481 Le occasioni 04 FFC Un altro racconto del ciclo delle avventure di Arsène Lupin. l celebre ladro gentiluomo si trova alle prese con quattro intricatissime avventure, dalla collana già appartenuta a Maria Antonietta e che Lupin recupera e restituisce" ai legittimi proprietari, alla truffa di cui egli stesso diviene vittima nella caccia ai milioni degli Imbert, all'omicidio della contessa con conseguente scomparsa della preziosissima perla nera, all'enigma dei riflessi intermittenti proiettati su una parete da un raggio di sole... Lupin deve dare ancora una volta il meglio di se stesso per venirne a capo, nella sua evoluzione da ladro scassinatore, anche se sui generis, a vero e proprio detective.

EAN

9788836818341

Data pubblicazione

2021 02 11

Lingua

ita

Pagine

112

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

186

Larghezza (mm)

116

Spessore (mm)

12

Peso (gr)

115

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