Il punto d'incontro non è la Sicilia, non può essere il nero di Bufalino né il rosso di Verga. Perché non c'è Sicilia nel Milan. A unire - meglio: a fondere - il simbolo del calcio moderno con Dolce & Gabbana è la spontaneità della passione, è la forza dissacratoria e spiazzante del poeta che - come Dolce & Gabbana, come il Milan - ha saputo rompere gli schemi cavalcando l'eresia, cambiando l'ordine delle cose, smontando e reinventando il classico e il moderno, il sacro e il profano, il 1950 e il 1970, il 1899 e il 2006. Il punto d'incontro è Pier Paolo Pasolini. Mentre sfogliate queste pagine incontrando Shevchenko e Seedorf, Maldini e Gattuso, Stam e Ambrosini, Pirlo e Cafu, Gilardino e Costacurta, Kaladze e Serginho, Dida e Jankulovski, Fiori e Ancelotti, insomma il Milan di Dolce & Gabbana, provate a leggere qualche passaggio di Ragazzi di vita e Caos. La sensazione è strana: il corpo è lo stesso. 'Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre sono in declino, il calcio è l'unica rimastaci, il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro'. (Ivan Zazzaroni)
EAN
9788837044381
Data pubblicazione
2006 05 23
Lingua
eng;ita
Pagine
200
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
325
Larghezza (mm)
230
Spessore (mm)
25
Peso (gr)
1660
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