Mistero, tensione e voglia di andare avanti
Il volume nasce da un progetto culturale che ha portato in scena l'opera shakespeariana recitata da giovani detenuti, all'interno di tre differenti carceri minorili italiani (Milano, Bologna e Palermo). La storia di re Lear è stata scelta per il tema della tragedia familiare, problematica che molti ragazzi, dentro e fuori dalle carceri, sentono vicina. L'indagine è stata svolta da parte di Massimo Marino, noto drammaturgo e critico teatrale, Roberto Muttì, critico fotografico e da Maurizio e Federico Buscarino, padre e figlio alle prese con la fotografia di scena.
Dentro trovi soprattutto mistero, investigativo e suspense.
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