Del Grande Inquisitore a Zagrebelsky interessa il "teorico del potere", che costruisce, a sua immagine, il sogno di un'umanità redenta a prezzo della libertà; il vincente nella storia, il quale, come ogni inebriato dalla vittoria, trasmuta la responsabilità in dispotismo. È qui che sorgono anche le interrogazioni sulla dimensione religiosa, non esente, come ogni cosa umana, dalle seduzioni del potere, ma anche dalle seduzioni di una comoda rinuncia alla faticosa ricerca della verità: il dogmatismo da un lato, che comporta sacrificio della libertà, e il relativismo scettico dall'altro, che induce alla rinuncia della verità, sono le due malattie - più mortali che infantili - che compromettono l'esperienza religiosa. Il "genio cristiano" di Dostoevskij è certamente quello che ha saputo portare più a fondo la tensione tra la durezza delle "anime calcificate" che abitano il mondo e il "battesimo di fuoco" promesso a loro salvezza, che, solo, ha la possibilità di "fonderle", trasformando i cuori di pietra in cuori di carne. E giustamente Zagrebelsky si sofferma a lungo, in chiusura, sul bacio del Prigioniero Cristo, come unica "risposta" al lungo, sottile, perverso disquisire dell'Inquisitore.(Gabriella Caramore)
EAN
9788837219321
Data pubblicazione
2003 09 30
Lingua
ita
Pagine
112
Edizione
3
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
122
Larghezza (mm)
192
Spessore (mm)
7
Peso (gr)
117
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