L'antropologia delle religioni ha oggi un compito irrinunciabile all'interno dell'organizzazione del sapere: garantisce la comunicabilità del discorso sulle religioni nella comunità civile; rispetta la diversità e i pluralismi e nel contempo analizza i fatti religiosi in quanto parti di complessi processi sociali umani. Questo libro propone un'antropologia del cristianesimo primitivo, e nasce dal desiderio di scoprire ciò che giace nascosto nelle testimonianze più antiche che parlano del modo in cui Gesù e i suoi primi seguaci costruirono il loro essere nel mondo. Gli autori tentano qui di individuare le forme culturali che i gruppi dei primi cristiani hanno prescelto per realizzare i loro progetti religiosi (le organizzazioni comunitarie, le pratiche ritenute in grado di instaurare un corretto rapporto con la divinità, alcune forme di differenziazione e di conflitto religioso). Comprendere quali siano state le forme aggregative o organizzative adottate dal primo cristianesimo è di importanza centrale per coglierne la natura e la dinamica culturale. Gesù e i suoi discepoli scelsero forme e modalità differenti sia da quelle parentali sia da quelle rappresentate dalle principali istituzioni religiose (la sinagoga e il Tempio di Gerusalemme), creando così una dialettica e un impatto sociale che insieme esprimono un distintivo progetto di alterità e di trasformazione.
EAN
9788837222918
Data pubblicazione
2008 10 01
Lingua
ita
Pagine
208
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
156
Larghezza (mm)
226
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
294
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