Etica e disabilità

Il termine “disabilità” indica un'assenza di “abilità”: sin nella sua formulazione linguistica – primo strumento di potere dell'uomo – si presenta come il prodotto di un giudizio di valore. Ma con quale criterio è possibile discriminare fra chi è abile e chi non lo è, e secondo quali procedure questo limite è negoziato e poi fissato in convenzioni? L'autrice avanza provocatorie notazioni metodologiche di quest'ordine, per rimettere in discussione la legittimità del presupposto che discrimina fra individui umani (basato su un meccanismo di esclusione) e poter discutere di Etica e disabilità come forma piena dell'umano, tenendo conto dei Disability Studies sviluppatisi a livello internazionale. La problematicità rilevata dall'autrice interseca vari livelli: epistemologico, ontologico, politico, etico. In particolare, la tesi del volume ruota attorno al rapporto fra giudizio etico e conoscenza: discernere tra “vero” e “falso”, “bene” e “male”, investe il senso stesso di un'“etica” capace di occuparsi non solo di ambiti specifici, ma di peculiari modalità della vita umana.

EAN

9788837230951

Data pubblicazione

2017 07 24

Lingua

ita

Pagine

144

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

212

Larghezza (mm)

152

Spessore (mm)

12

Peso (gr)

190

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