L'inedita raccolta poetica di Antonio Allegrini contenuta nel presente volume, Le stanze delle voci", consta di tre sezioni distinte composte nel corso dei decenni: nella prima, omonima, le voci del titolo sono quelle degli ospiti di una clinica psichiatrica degli anni Settanta, collette e rielaborate dall'autore; le altre due (Lettere dai morti e Versi randagi) sono venute formandosi nei quindici vent'anni successivi. Tutt'e tre raccontano storie, episodi, vite nel segno della mancanza: della salute psichica o mentale, della dignità o della libertà, nel primo caso; delle esistenze altrui o della patria, casa o luogo che siano, negli altri due. Più che in avanti, quello esistenziale e scrittorio di Allegrini è stato un viaggio a ritroso, un viaggio nella perdita, ed è un percorso iniziato da subito nella vita dell'autore. Discendente di cosacchi vecchiocredenti in fuga dalle steppe asiatiche agli esordi del secolo breve e approdati fortunosamente in Abruzzo, Allegrini in gioventù ha attraversato spesso le lande nordeuropee, forse memore del secolare nomadismo degli avi, e nella maturità ha compiuto un'ancora più radicale riconversione alla fede dei padri, coltivandone ostinatamente la memoria, incrociandola con quella degli antenati abruzzesi con cui i Demidov (questo l'antico e nobile cognome della famiglia) si unirono." Dalla prefazione di Alberto Sana.
EAN
9788837232689
Data pubblicazione
2018 11 05
Lingua
ita
Pagine
240
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
212
Larghezza (mm)
152
Spessore (mm)
20
Peso (gr)
365
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