Il filosofo tedesco Arnold Gehlen (1904-1976) parla dell'uomo come di un essere carente, per natura limitato rispetto all'animale, eppure capace di superare i propri limiti grazie all'invenzione della tecnica. La conoscenza e la libertà dell'uomo sembrano non avere e non tollerare confini. La tendenza a superare i limiti per migliorare, tuttavia, può trasformarsi nell'illusione che sia possibile e giusto eliminare ogni limite. Ne deriva il rischio che il superamento non sia più miglioramento, ma negazione del punto di partenza e che l'essere umano, ormai illimitato, risulti piuttosto indefinito. L'uomo immagina, superando qualsiasi limite, di diventare dio ma, quando si volge a Lui, scopre un Dio che si è autolimitato proprio per far spazio all'uomo, un Dio che ha rivelato se stesso in una condizione di finitezza. Su questo si interrogano i saggi qui raccolti, dal punto di vista biblico, teologico, filosofico e liturgico. Dal racconto genesiaco della creazione alle guarigioni miracolose del Vangelo di Marco, dalle riflessioni di Jonas sulla Shoah ai Fratelli Karamazov di Dostoevskij, emerge una duplice accezione del limite: «c'è un limite che è limitante perché privativo – o comunque mortificante – dell'umano, ma c'è anche un limite che è promettente perché rende possibile e vitale l'umano». Contributi di: M. Zani, M. Cinquetti, R. Maiolini, A. Gennari, G. Canobbio, A. Gazzoli, D. Mombelli.
EAN
9788837238780
Data pubblicazione
2023 11 25
Lingua
ita
Pagine
320
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
149
Spessore (mm)
25
Peso (gr)
478
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