A partire dal Settecento, si sperimenta a teatro una recitazione più realistica: l'attenzione all'intensità delle passioni e al valore espressivo del gesto, del volto e del tono trasforma il discorso in emozione. Il rapporto tra arte attoriale e filosofia si consolida e solleva interrogativi che stimolano la riflessione estetica: come agisce e reagisce il corpo dell'attore? Qual è il suo rapporto con il personaggio? Come si può definire l'oggetto “spettacolo” e il ruolo, in esso, dello sguardo del pubblico? In dialogo, tra gli altri, con Denis Diderot, Marcel Proust, José Ortega y Gasset, Bertolt Brecht, il volume indaga la natura e i paradossi dell'arte della rappresentazione. Tra attore e spettatore vige un tacito accordo: il primo abbandona se stesso per accompagnare lo spettatore in un mondo di finzione, il secondo accetta di credere, di essere ingannato, di farsi testimone presente ma invisibile di azioni che si svolgono come se nessuno guardasse. Tracciando una soglia tra reale e irreale, il teatro non si limita a rispecchiare l'esistente, ma offre prospettive di senso inedite, capaci di rendere più profonda la nostra comprensione del mondo e dell'io.
EAN
9788837240929
Data pubblicazione
2025 12 19
Lingua
ita
Pagine
208
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
151
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
334
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