Il volume propone, con opportune argomentazioni, riflessioni e indicazioni di lavoro sulla scrittura femminile e romanzesca, soprattutto di Anna Maria Ortese, Elsa Morante e Fabrizia Ramondino, sul nesso tra mito e infanzia, su orfani e fanciulli divini, sulla formazione intellettuale e sulla narrazione autobiografica e memoriale, sulla decisiva funzione della letteratura civile nei prigionieri politici del Risorgimento italiano e della dittatura fascista. La letteratura non è un gioco sterile – auspicava Luigi Settembrini, esortando i lettori di ogni tempo – ma ha un’alta funzione sociale all’interno della quale autore e lettore, instaurando un’azione pedagogica, che si realizza nell’apprendimento continuo, agiscono vicendevolmente. La scrittura letteraria, da diverse e molteplici angolazioni, stimola il piacere del racconto e introduce all’educazione civica. Ciascuna narrazione assume una funzione notevole, veicola messaggi e favorisce l’attiva partecipazione del lettore, il quale, calato nell’attualità, rivive fantasticamente il materiale mitico e fiabesco nella sua antropologia storica.
EAN
9788838251252
Data pubblicazione
2021 11 18
Lingua
ita
Pagine
127
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
145
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
173
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Di scrittura, educazione e senso. Prospettive pedagogiche e civili della narrazione—