Max è l'impiegato che nessuna azienda vorrebbe come dipendente e nessun uomo di buona volontà come collega. È un filosofo del fancazzismo, il Picasso delle scuse creative, il Rommel delle note spese truccate. Uno che per selezionare un collaboratore applica il metodo del "basket recruiting": prendi dei curricula a casaccio, li appallottoli, ci giochi a basket con il cestino della carta e contatti i canestri mancati. Uno che per vincere la noia spara yogurt dalla finestra e che frastorna con alati versi le colleghe racchie in cambio di prosaici favori. E che per farsi la stagista tutta curve non esita a spacciarsi per esperto di Nietzsche dopo aver letto una pagina di introduzione. Ma lui non ha coscienza, non si pente, lui si dimette mentalmente ogni mattina, si considera il Che Guevara dei colletti bianchi, con l'unica missione di opporsi all'omologazione, alla morte dell'individualità e alla logica del profitto. Non vuole far la fine dei colleghi che lui chiama cloni, tutti uguali, allampadati, incravattati e con l'umorismo di un fascicolatore. Con lucidità politicamente scorretta, Max fa un ritratto impietoso della vita aziendale con i suoi meccanismi deliranti e anche un po' perversi. Un Camera Café al vetriolo.
EAN
9788838486869
Data pubblicazione
2007 04 10
Lingua
ita
Pagine
186
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
132
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
242
Come si presenta questo libro
Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Qui conta soprattutto il piacere del racconto: personaggi, atmosfera e sviluppo della storia restano il centro dell’esperienza di lettura.
Cosa trovi dentro
Dentro trovi soprattutto storia di personaggi, relazioni e vita quotidiana.
Perché può piacerti
Può funzionare bene per chi ama le storie di personaggi e lettori di narrativa contemporanea, con un tono narrativo e scorrevole.
Ideale per
Ideale per chi cerca una buona storia
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.