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Con questo saggio sull'imperfezione il grande semiologo Greimas concludeva nell'anno accademico 1985-86 il suo insegnamento sui sistemi di significazione all'Ecole des Hautes etudes en Sciences Sociales di Parigi. Attraverso la lettura di testi come prova della teoria (Tournier, Calvino, Cortàzar, Rilke, Tanizaki) la ricerca intorno a un senso del bello (e del brutto) ruota intorno al sorgere dell'imperfezione, in quanto uscita dalla banalità, dalla insignificanza, dall'indifferenza.
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