Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Henri Nouwen, partendo dalla domanda di Gesù, rivolta a Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo: «Potete bere il calice che io sto per bere?» (Mt 20,22), provoca il lettore a mettere a nudo se stesso, e a rinnovare la sua prospettiva di vita umana e cristiana. Usando il calice come metafora, Nouwen riflette su tre momenti-chiave — prendere il calice, innalzarlo, berlo fino in fondo —, interpretandolo così come la coppa della vita, la coppa del dolore e della gioia, che esige da noi la più radicale fiducia in Dio.
Henri Nouwen, partendo dalla domanda di Gesù, rivolta a Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo: «Potete bere il calice che io sto per bere?» (Mt 20,22), provoca il lettore a mettere a nudo se stesso, e a rinnovare la sua prospettiva di vita umana e cristiana. Usando il calice come metafora, Nouwen riflette su tre momenti-chiave — prendere il calice, innalzarlo, berlo fino in fondo —, interpretandolo così come la coppa della vita, la coppa del dolore e della gioia, che esige da noi la più radicale fiducia in Dio.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.