Con intuito e sensibilità, Jessica Coblentz propone una riflessione radicalmente nuova sulla depressione, quale esperienza umana e spirituale che segna in profondità. Colpita da depressione cronica fin da giovane, l’autrice si chiede come la teologia cristiana debba (e soprattutto non debba) parlare del senso della malattia, delle sue lacerazioni, della presenza (o dell’assenza!) di Dio nelle vite oppresse da dolore psichico – un male spesso condannato al mutismo, privo di parole adeguate per esprimersi e comprendersi, non di rado stigmatizzato dagli altri. Il libro rilegge le narrazioni bibliche che hanno come sfondo il deserto e approfondisce in particolare la spiazzante vicenda di Agar quale metafora della condizione depressiva: senza senso e senza colpa, eppure abitata da Dio. Così, la depressione può essere compresa come luogo in cui Dio si rende presente nel silenzio, nell’accompagnamento, nella fedeltà. Un libro necessario, che parla di salute mentale alla comunità cristiana. Un saggio straordinario che coniuga vita, esperienza personale, prospettiva psicologica e teologia accademica, mettendo in campo un linguaggio nuovo e potente, tutt’altro che moralizzante.
EAN
9788839932457
Data pubblicazione
2025 09 29
Lingua
ita
Pagine
304
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
135
Peso (gr)
394
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Il deserto nell'anima. Sentire Dio nel buio della depressione—