Nel maggio 1796 le truppe francesi fecero il loro ingresso nel capoluogo lombardo. Per i patrioti, che avevano segretamente auspicato il rovesciamento dell'Antico Regime e il dischiudersi di una nuova era all'insegna della democrazia e della libertà, il compito primario fu quello di istruire il popolo sui vantaggi del regime repubblicano nel tentativo di guadagnarne il consenso. Sorsero a questo scopo, a Milano come in altri centri della penisola "liberati" dalle armi francesi, società d'istruzione e circoli costituzionali, mentre l'abolizione della censura consentiva la pubblicazione di giornali e opuscoli volti a diffondere le idealità giunte in Italia sulla punta delle baionette. Ma l'instabilità del clima politico, le continue ingerenze della Francia nella vita della giovane Repubblica, le spoliazioni, le ruberie, le prepotenze perpetrate dagli occupanti e il precipitare degli eventi bellici inficiarono la riuscita del progetto pedagogico dei patrioti. Il volume indaga le ragioni e la natura delle strategie educative poste in atto dai patrioti e cerca di spiegare i motivi che ne determinarono il fallimento.
EAN
9788840013541
Data pubblicazione
2010 02 17
Lingua
ita
Pagine
232
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
322
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Milano in rivoluzione. Patrioti e popolo di fronte all'invasione francese (1796-1799)—