La Vergine dei bassifondi è un romanzo che riprende una certa estetica della trasgressione e che affronta il tema della marginalità della conurbazione bonaerense e al tempo stesso del tradizionale universo dell'amore. È un libro dalla lettura scorrevole ma denso di contenuti, a tratti oscuri e a tratti ironici. Nella villa miseria El Poso una transessuale, Cleopatra, ha una rivelazione mistica: le appare la Vergine Maria e quell'evento cambia radicalmente il suo modo di vivere. Lascia la prostituzione per occuparsi dei problemi della villa. Quity è una giornalista in cerca di una storia marginale. Con uno stile del tutto personale nell'affrontare il linguaggio colloquiale, Gabriela Cabezón Cámara passa dalla tragedia alla commedia. Un romanzo in cui si mescolano linguaggi che hanno differenti registri (giornalistico, accademico, villero). Questa mescolanza è anche la villa miseria: la sporcizia e i santi, gli universitari e i ragazzi di strada, il cibo e i rifiuti, scopare dove si mangia, giocare in mezzo allo sterco e in questa catena risuonano i versi del grande Osvaldo Lamborghini. Alla fine l'eccesso è una scelta che Gabriela Cabezón Cámara fa per rappresentare il mondo della villa miseria che appare come il più grande degli abissi. Pur facendo parte di quella sfera che potremmo chiamare "letteratura della marginalità", nella "Vergine dei bassifondi" Cabezón Cámara non consegna mai la forma al contenuto.
EAN
9788840020310
Data pubblicazione
2019 01 01
Lingua
ita
Pagine
171
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
195
Larghezza (mm)
130
Peso (gr)
200
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