Nei confronti delle scienze della natura l'uomo si trova oggi costretto a scegliere se accettare con rassegnazione l'apparente ineluttabilità del loro senso pragmatico o se guardare con fiducia all'indicazione che pure da esse proviene di una esigenza di comprensione non riducibile alle categorie dell'uso. La scelta di senso pragmatico o religioso della verità e dell'esistenza non è determinata dal sapere scientifico, sebbene sia da esso indirettamente sorretta in entrambe le direzioni, ma emerge dalla riflessione sulla duplice indicazione epistemica che a ben vedere lo contraddistingue. L'una, diretta o interna, trova espressione nel concetto di legge naturale, che costituisce il metodo della rivelazione essenziale dell'oggetto del conoscere; l'altra, indiretta o esterna, è significativa della comparsa esistenziale di ogni cosa, ossia il miracolo, evento al tempo stesso certissimo ma assolutamente imprevedibile dalle procedure della scienza. Un'indagine preliminare sui concetti di legge naturale e di miracolo evidenzia non soltanto la loro stretta correlazione, ma anche la peculiarità dei due metodi conoscitivi, che risalgono all'oggettività dell'essere, l'uno, e all'unicità dell'esistenza, l'altro, i soli e fondamentali metodi dell'esperienza umana.
EAN
9788840180854
Data pubblicazione
2005 10 01
Lingua
ita
Pagine
320
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
139
Larghezza (mm)
205
Spessore (mm)
18
Peso (gr)
370
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