Ma non si può insegnare a scrivere, mi dicono. Io rispondo: "E tu chi cavolo sei, il Magnifico Rettore dell'Università di Dio?". La scrittura ha moltissimo da offrire ed è piena di sorprese. La più bella e preziosa è che imparare a scrivere vuol dire anche, e prima di tutto, imparare a vivere. Perché ogni testo è una spy story disseminata di indizi a carico dell'autore, che allo stesso tempo ci dice qualcosa di noi, ci dice quello di cui abbiamo bisogno, che vogliamo sapere: che genere di persone siamo, che cosa conta davvero, di cosa abbiamo paura, qual è la posta in gioco. Ecco perché gli uomini e le donne scrivono (e leggono), mentre i pidocchi, per dire, hanno tutt'altri interessi. E scrivere è un'impresa disperata e insieme magica, come la vita. Conviene mettersi il paio di scarpe comode che raccomandava Cechov e fare un passo alla volta. Appuntare su un taccuino le cose da fare e quelle da evitare: guardarsi intorno, non barare, darsi un obiettivo raggiungibile, fidarsi dell'istinto, non prendersi troppo sul serio e vuotare il sacco, cioè dare, dare tutto. La pepita d'oro che cercavamo da tempo è dietro la sola porta che non abbiamo mai aperto. Anne Lamott ci tende la mano e ci aiuta a varcare la soglia, con humour e grazia. È un dono non previsto e perciò più gradito, dal quale non ci aspettavamo tanto spasso.
EAN
9788841867198
Data pubblicazione
2011 05 12
Lingua
ita
Pagine
240
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
205
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
24
Peso (gr)
407
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