Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Il libro di Sofsky non è solo il racconto sconvolgente dei campi di sterminio, confinabile nei limiti della letteratura della memoria dell'Olocausto. E' anche la ricostruzione della persecuzione sistematica delle vittime attraverso regole, abitudini, linguaggi, violenza; del campo di concentramento come forma di potere assoluto che pervade ogni aspetto della condizione umana, che trasforma gli individui in una massa atomizzata, fino a quando il terrore sconvolge l'ordine del tempo e dello spazio, trasforma il lavoro in tortura, distrugge l'identità, cancella il confine tra la vita e la morte.
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