La verità obbliga: separa il vero dal falso; giudica i dissenzienti. Il diritto "vero" avrebbe, o meglio dovrebbe avere, contenuti già determinati, e non potrebbe discostarsene se non a rischio di non essere più diritto. Ma gli ordinamenti giuridici delle società pluraliste e secolarizzate non possono che essere aperti a molti contenuti possibili, la cui positivizzazione giuridica dipende da conflitti e scelte puramente umane. Il diritto artificiale frutto del mondo moderno è inevitabilmente privo di fondamenti ultimi. "Diritto senza verità" è quindi ogni e qualunque diritto possibile, ogni e qualunque insieme di norme a cui si decida di sottomettersi. Il mondo è popolato di dei religiosi, politici, reazionari, progressisti ecc. - o di principi costitutivi, entro i quali si svolge e determina la scelta. Questa concezione del diritto restituisce i valori alla volontà di ciascuno di noi. Nessun diritto ci è dato dalla "natura" o dalla "ragione" o da arcane divinità, ma tutti sono voluti, e fioriscono o si spengono per virtù o colpa della nostra volontà. Ciò determina certamente un senso di vertigine di fronte alla solitudine umana delle scelte, ma anche un'attribuzione di responsabilità, per un uso maturo e senza fideismi del diritto.
EAN
9788842095262
Data pubblicazione
2011 01 13
Lingua
ita
Pagine
177
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
139
Larghezza (mm)
210
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
238
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