Voluta da Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico, e proseguita dal cardinale cugino Giulio de' Medici, futuro Clemente VII, la "vigna del papa", poi chiamata Villa Madama, venne concepita da Raffaello sulle pendici di Monte Mario con una grandiosità emula dei palazzi dei Cesari e superiore, per sfarzo e magnificenza, alle ville medicee di Fiesole e Poggio a Caiano. La prematura morte dell'Urbinate (1520) costrinse i suoi più stretti collaboratori, Giulio Romano, Giovanni da Udine e Antonio Sangallo il Giovane, a ridimensionare e modificare la monumentale impresa, solo in parte compiuta. A tutt'oggi, dopo le aggiunte, i rimaneggiamenti e i restauri operati da Piacentini nel primo Novecento, Villa Madama, sede di rappresentanza del Presidente del Consiglio e del Ministero degli Affari Esteri, con la sua ampia loggia riccamente ornata "all'antica" e dischiusa al vasto giardino, resta uno dei capolavori della decorazione architettonica rinascimentale, emblema insuperato del mecenatismo colto e dello splendore della corte pontificia di primo Cinquecento. Il volume ne ripercorre la complessa vicenda storico/artistica, con saggi corredati da un ricco e inedito apparato di immagini che restituiscono quella palpitante suggestione che tutto il luogo ispira e che solo il genio di Raffaello poteva infondere.
EAN
9788842215011
Data pubblicazione
2007 01 01
Lingua
ita
Pagine
174
Tipologia
Libro rilegato
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