Una lettura da vivere pagina dopo pagina
In teatro, Mario Sironi (1885-1961) riversa la stessa poetica ruvida e aspra del proprio universo pittorico. Le sue immagini antropomorfe, le sue periferie disabitate, le sue fabbriche testimoniano in forma mitica la sua ricerca della grandezza, la sua dolorosa percezione della solitudine. Alla Scala per Tristano e Isotta (1947), Sironi concepisce uno scenario altrettanto scabro e grandioso, una foresta che è un labirinto fossilizzato, la prora di una nave che domina il mondo wagneriano con un minaccioso volto scolpito. Un allestimento visionario e drammatico.
In teatro, Mario Sironi (1885-1961) riversa la stessa poetica ruvida e aspra del proprio universo pittorico. Le sue immagini antropomorfe, le sue periferie disabitate, le sue fabbriche testimoniano in forma mitica la sua ricerca della grandezza, la sua dolorosa percezione della solitudine. Alla Scala per Tristano e Isotta (1947), Sironi concepisce uno scenario altrettanto scabro e grandioso, una foresta che è un labirinto fossilizzato, la prora di una nave che domina il mondo wagneriano con un minaccioso volto scolpito. Un allestimento visionario e drammatico.
, con un tono illustrato e emotivo.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.