Trasparenza, riflesso, ovvero nitida proiezione dell'io nel mondo e velo che offusca la nuda realtà: sono queste le pregnanti metafore che, fin dai tempi di Aristotele, in un gioco continuo di rimandi e opposizioni, assurgono a modello dell'attività intellettiva. Metafore destinate a esplicare, nella produzione lirica, tutto il loro potenziale poetico, assumendo un valore paradigmatico nel dibattito intorno alla natura dell'amore. In questo appassionante studio, Mira Mocan ci conduce per mano attraverso i sentieri della poesia duecentesca, mostrandoci le profonde divergenze tra una visione dell'amore fatalistica, sensuale e "oscura", di cui la poesia di Guido Cavalcanti è la massima rappresentazione, e quella "luminosa", positiva, che innerva la Commedia dantesca. Una lettura medita e originale, capace di rivelarci i legami profondi tra riflessione filosofica ed espressione poetica, da sempre esistenti nella tradizione letteraria italiana, e di tratteggiare quella singolarissima facoltà dell'anima a cui il Medioevo diede il nome di fantasia.
EAN
9788842420392
Data pubblicazione
2007 01 01
Lingua
ita
Pagine
240
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
126
Larghezza (mm)
190
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
250
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La trasparenza e il riflesso. Sull'alta fantasia in Dante e nel pensiero medievale—