Tra il 1943 e il 1944 il prefetto fascista di Perugia, per salvare dalla deportazione, pretesa dai tedeschi, circa trenta ebrei, italiani e stranieri, li internò, d’accordo con il questore Baldassarre Scaminaci, prima a Villa Ajò e all’Istituto magistrale, quindi al Castello Guglielmi dell’Isola Maggiore sul lago Trasimeno, affidandoli al controllo del seniore della Milizia Luigi Lana e dei giovani ausiliari ai suoi ordini. In questo modo Armando Rocchi creò i presupposti per la loro liberazione. La notte del 12 giugno tre o quattro ebrei fuggirono con alcune guardie scopertesi partigiani. Altri ventidue raggiunsero Sant’Arcangelo, dove erano appena arrivati gli inglesi, nelle notti del 19 e del 20 giugno 1944, grazie a don Ottavio Posta. Il parroco dell’isola, riconosciuto nel 2011 Giusto tra le Nazioni, con il poliziotto Giuseppe Baratta e con l’assenso del capo delle guardie, ne organizzò il traghettamento affidato a quindici pescatori. Un saggio ricco di documenti sull’occultamento e la liberazione degli internati. Presentazione di Giuseppe Severini. Introduzione di Franco Cardini.
EAN
9788842564300
Data pubblicazione
2022 01 17
Lingua
ita
Pagine
160
Tipologia
Libro in brossura
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Il prefetto Rocchi e il salvataggio degli ebrei. Perugia, Isola Maggiore sul Trasimeno 1943-1944—