Alexandr Nikolaevic Skrjabin (1872-1915) avversò le correnti culturali imperanti in Russia alla fine del XIX secolo, ossia il nazionalismo e l’accademismo mitteleuropeo. Estimatore delle filosofie orientali e accanito fautore dell’estetica simbolista, irretì con le proprie opere i protagonisti delle prime avanguardie artistiche. Strinse una duratura amicizia con l’editore Belajev, a cui si deve l’incontro con Rimskij Korsakov, Glazunov, Cuj, Ljadov, Blumenfeld, Ljapunov. Arricchendo oltremisura la sintassi armonica di Chopin e di Wagner, realizzò un peculiare idioma musicale, il quale ancora oggi offre all’ascoltatore atmosfere sonore intrise di fascino e di mistero. La musica per Skrjabin permetteva alla realtà metafisica di accedere al mondo materiale. Fu anche un rivoluzionario del pianoforte. Il suo tocco delicato contrastava il virtuosismo di Rakhmaninov o di Joseph Levin. Il senso perenne di solitudine, l’anelito all’infinito, all’immortalità in seno agli abissi spazio-temporali compromisero la propria esistenza terrena, cagionando ai familiari sofferenze, lutti e umiliazioni. Le sonate, gli ultimi pezzi pianistici, il Poema dell’estasi, il Prometeo assurgono l’autore fra i massimi compositori del Novecento.
EAN
9788842567103
Data pubblicazione
2024 05 23
Lingua
ita
Pagine
236
Tipologia
Libro in brossura
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