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I ricordi del piccolo Janusz Bardach, condannato ai lavori forzati durante la Seconda guerra mondiale nelle miniere di Kolyma, il più temuto campo di prigionia del regime stalinista, soprannominato la "Siberia della Siberia". Un luogo di morte e disperazione, dove l'unica legge era la sopravvivenza del più forte. Bardach riuscì a sopravvivere grazie alla sua forza di volontà, ma anche attraverso l'aiuto inaspettato di altri prigionieri e dei medici del campo, uomini che ancora riuscivano a provare sentimenti.
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