Sabbatai Sevi nacque a Smirne, in Turchia, nel 1626. Conquistato dal misticismo della Qabbalah, viaggiò per tutto l'Impero ottomano autoproclamandosi con fervore il nuovo messia e annunciando l'imminente inizio dell'era salvifica. In molti lo seguirono, altri lo consideravano un pazzo farneticante. Quando, nel 1651, dichiarò che i giorni di astinenza sarebbero dovuti diventare di festa, che le donne avevano diritto a leggere la Torah e la Qabbalah e gli ebrei potevano pronunciare il sacro nome di Dio, il rabbino di Istanbul lo bandì dalla città. Nel 1666 fu fatto prigioniero dal sultano turco e abbracciò il culto islamico per evitare la condanna a morte. Morì esule in Albania nel 1676, dopo avere convertito alla propria fede visionaria numerosi ebrei in Europa e nell'Africa del Nord. Dopo la sua morte, i suoi seguaci continuarono a sostenere che Sabbatai si era solo reso invisibile agli occhi dei comuni mortali. A Salonicco è tuttora presente e attivo il gruppo giudaico-islamico dei Denmeh, che si ispirano alla sua dottrina sincretica.
EAN
9788842810964
Data pubblicazione
2007 11 29
Lingua
ita
Pagine
287
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
144
Larghezza (mm)
218
Spessore (mm)
26
Peso (gr)
470
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Il messia perduto. La storia di Sabbatai Sevi e il misticismo della Qabbalah—