I ragazzi a scuola non si appassionano alla letteratura, anzi, imparano a detestarla. Possono avere in mano Manzoni o Boccaccio, Leopardi o Montale, ma non avviene nulla. "È colpa della tv" strillano spesso dai salotti della tv. "È colpa del ministro" strillano ex ministri, aspiranti ministri o chiunque altro. "Sarà mica colpa degli intellettuali?" si chiedono gli intellettuali. Per Davide Rondoni, autore di questo provocatorio phamplet, la letteratura è l'unico bene antropologico e nazionale del paese. E la scuola la sta distruggendo. La distrugge con gli ismi, che uccidono il gusto e salvano le cattedre; con gli insegnanti, che trattano la letteratura come fosse una fede e ne danno surrogati con cantanti, giornalisti, moralisti. Così Rondoni scrive invettive: una alla signora professoressa, una agli scrittori, che a scuola vanno solo per firmare gli autografi ai ragazzini. Rondoni arriva a una conclusione drastica. La letteratura è indispensabile ma nessuno lo sa. Per renderla davvero necessaria scommettiamo sulla libertà. Rendiamo facoltativo l'insegnamento della letteratura nella scuola italiana.
EAN
9788842816560
Data pubblicazione
2010 09 02
Lingua
ita
Pagine
96
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
140
Larghezza (mm)
215
Spessore (mm)
11
Peso (gr)
223
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Contro la letteratura. Poeti e scrittori. Una strage quotidiana a scuola—