Nel 1941 Claude Lévi-Strauss è un antropologo francese di trentadue anni rifugiato negli Stati Uniti per sfuggire al nazismo. Esiliato dalla sua terra natale, Lévi-Strauss vive in una condizione di incertezza esistenziale e professionale. I sei anni newyorkesi costituiranno invece per lui un percorso iniziatico, un momento di confronto con la tradizione scientifica e di affermazione dei propri principi metodologici dal quale scaturirà la sua rivoluzione nello studio delle culture e società umane. “Antropologia strutturale zero”, curato da Vincent Debaene, presenta per la prima volta al lettore italiano gli scritti di quel periodo, restituendo una nuova prospettiva sul lavoro del celebre studioso e sulla nascita dello strutturalismo in antropologia. Una sinfonia di testi che spaziano da osservazioni sul contesto sociale del boogie-woogie statunitense a descrizioni di strumenti musicali dei Nambikwara e ricette per la selvaggina dei Tupi-Kawahib ad analisi dei rituali alimentari dei Bororo. “Antropologia strutturale zero” illustra il modo in cui Lévi-Strauss maturò la sua rivoluzione antropologica; il modo in cui, tenendo insieme sociologia e psicologia, Mauss e Durkheim, approdò a un nuovo modo di intendere l’essere umano.
EAN
9788842828426
Data pubblicazione
2022 01 27
Lingua
ita
Pagine
328
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
215
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
25
Peso (gr)
448
Come si presenta questo libro
Un libro per cucinare con piacere e concretezza
Il libro è orientato soprattutto all’uso pratico in cucina: ricette, idee e organizzazione dei contenuti contano più di un taglio teorico.
Cosa trovi dentro
Dentro trovi soprattutto ricette, tecniche di cucina e ingredienti.
Perché può piacerti
Può funzionare bene per chi ama cucinare e appassionati di gastronomia, con un tono pratico e invitante e un approccio accessibile.
Ideale per
Ideale per chi ama cucinare
È adatto a chi vuole usare davvero il libro in cucina, trovare idee, scegliere preparazioni e passare rapidamente dal leggere al fare.