L'intercultura - ovvero l'incontro/dialogo tra le diverse culture - è, oggi, sia un'emergenza sociale e politica, sia un compito culturale. Un'emergenza imposta dal melting pot delle società contemporanee; un compito sottolineato dall'avvio di più mature posizioni culturali che, muovendo dalla critica dell'etnocentrismo, proprio nella differenza riconoscono sia un principio sia un valore. Da qui emerge un non semplice impegno educativo, che reclama proprio una nuova e forte coscienza pedagogica, che teorizzi i fini e i mezzi dell'intercultura e i luoghi stessi dei suoi processi formativi. Il fine primario risulta quello di dar vita a un "meticciato", a una "cultura d'ibridazione" che pur mantenga gli statuti di base della cultura originaria, ma - insieme - li riconnetta ai principi nuovi del suo agire prodotti dalla stessa globalizzazione. I mezzi e gli spazi, poi, sono molti; vanno dall'associazionismo ai media, ma primo fra tutti resta ancora, e con forza, la scuola: una scuola che sensibilizzi al rispetto delle culture ma che anche promuova tra di esse, e in modo organico e costante, il dialogo, e che avvii pratiche decise di critica di ogni etnocentrismo. La pedagogia interculturale, per essere buona pratica, ha bisogno di teoria, di buona e molta teoria, che tocchi con precisione i volti molteplici, e anche in contrasto, che ne animano la complessa identità.
EAN
9788843020645
Data pubblicazione
2001 11 23
Lingua
ita
Pagine
120
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
180
Larghezza (mm)
115
Spessore (mm)
9
Peso (gr)
106
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