Il costruttivismo sovietico nelle arti figurative, in teatro, in architettura e nella moda è stato molto studiato, ma i risvolti letterari del movimento sono stati a lungo trascurati, nonostante che la letteratura fattografica abbia coinvolto personaggi del calibro di Vladimir Majakovskij, Viktor Sklovskij, Osip Brik. La novità del movimento fattografico (1927-1930) sta nel rifiuto della tradizione e nel tentativo di costruire una poetica rivoluzionaria adatta al nuovo Stato socialista. All'indomani della rivoluzione, si tratta di creare una nuova poetica che rispecchi una nuova realtà: da qui la necessità di ricorrere al realismo. Per esaltare il fatto, il dato reale e vero occorre in primo luogo uccidere l'anima della letteratura tradizionale borghese e cioè la finzione. Ora che il sogno è diventato realtà, non c'è più bisogno di rifugiarsi nel mondo della fiction: basta volgere l'occhio al quotidiano. Il romanzicidio è un passaggio necessario per lasciare spazio a generi letterari più aderenti alla realtà, quali la biografia, il reportage, il diario.
EAN
9788843025657
Data pubblicazione
2003 05 02
Lingua
ita
Pagine
224
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
224
Larghezza (mm)
152
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
270
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La morte del romanzo. Dall'avanguardia al realismo socialista—