È il 1934 quando Gianfranco Contini, in una lettera all'amico Montale, scrive: «La poesia di Ungaretti e la Sua poesia mi sembrano impersonare due tipi ideali opposti, la poesia ricevuta e la poesia di lavoro. Ungaretti è una sede, per così dire, irresponsabile di fenomeni […] mentre da un Montale si può attendere legittimamente: si deduce». È questa una diagnosi che diverrà nel corso del secolo un criterio influente sulla storia ricettiva e sul tracciato inventivo della poesia italiana del Novecento. Anche in rapporto al contesto polifonico della cultura europea, lo sviluppo parallelo della poesia di Montale e di Ungaretti si presenta come un canone dinamico – qui ricostruito a partire da un campionario esemplare di testi commentati – in cui si riflette lo sviluppo delle forme testuali e delle idee della poesia fra anni Venti e secondo dopoguerra, attraverso i problemi posti alla coscienza civile prima dall'avvento del fascismo e infine dalle esigenze comunicative della nuova società di massa.
EAN
9788843026630
Data pubblicazione
2003 07 04
Lingua
ita
Pagine
284
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
182
Larghezza (mm)
112
Spessore (mm)
17
Peso (gr)
210
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Montale vs. Ungaretti. Introduzione alla lettura di due modelli di poesia del Novecento—