Protagonista della più celebre tragedia dell'antichità, l'Edipo di Sofocle vive in termini estremi la separatezza di persona e destino: da un lato incarnazione precipua dei massimi valori umani, la ragione e l'appartenenza sociale, dall'altro trasgressore dei massimi divieti, il parricidio e l'incesto. Agli inizi del Novecento, Sigmund Freud vedrà in queste violazioni il compiersi dei desideri infantili di ogni uomo, reinterpretando in tal senso il dogma aristotelico dell'universalità della poesia. Questo libro vuole rispondere alla domanda sul come - in quali precisi termini di testo e di emozione teatrale - si realizzi il rischioso nesso fra forma tragica e condizione del vivere, nel capolavoro sofocleo ma anche nelle riletture che da esso si irradiano ininterrottamente lungo tutto il percorso della cultura occidentale, facendo di Edipo la cartina di tornasole dell'avvicendarsi delle diverse civiltà e delle corrispettive e differenti immagini dell'autocoscienza umana.
EAN
9788843045464
Data pubblicazione
2008 05 29
Lingua
ita
Pagine
192
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
223
Larghezza (mm)
153
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
245
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