La metafora di una navigazione perigliosa come paradigma delle vicissitudini dell'umano vivere e, dunque, anche delle incertezze d'amore ha origini antiche, sia classiche che cristiane. Solo a partire dal "Canzoniere" di Petrarca, tuttavia, si assiste a quella "drammatizzazione" degli elementi costitutivi di un'immagine, prima usata nella sua semplice valenza analogica, che ne decreterà la fortuna. Nella lirica amorosa spagnola dei Secoli d'Oro la descriptio tempestatis diventa uno dei correlativi dell'immaginario erotico più visitati proprio a partire dall'avvento della "maniera italiana": la navigazione amorosa, coronata più spesso da naufragi che da felici approdi, si impone come icona utilizzata da poeti quali Ausiàs March, Garcilaso, Góngora, Lope e Quevedo. Questo lavoro si inserisce in quel settore di studi che, a partire dall'analisi dei processi conservativi dei temi letterari, vuole dimostrare come solo dopo un censimento delle invarianti semantiche e formali del materiale letterario sia possibile riconoscere tratti innovativi specifici di ogni epoca e di ogni autore.
EAN
9788843048991
Data pubblicazione
2009 04 02
Lingua
ita
Pagine
243
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
227
Larghezza (mm)
152
Spessore (mm)
12
Peso (gr)
350
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Naufragi e tempeste d'amore. Storia di una metafora nella Spagna dei secoli d'oro—