Nel 1958, l'anno prima di ricevere il Nobel, Salvatore Quasimodo pubblicava il "Fiore dell'Antologia Palatina", una ricca selezione di epigrammi tratti dalla celebre silloge di età bizantina: dopo il grande successo dei "Lirici greci" tornava così, a distanza di quasi vent'anni, a occuparsi di poesia breve in lingua greca. Sull'impegno sotteso alla realizzazione del volume affiora oggi, da ottantadue lettere inedite, una storia rimasta a lungo sommersa: fu una professoressa di liceo, Caterina Vassalini, ad approntare per il poeta una prima, letterale traduzione degli epigrammi, che egli potesse poi «rimodellare in bei versi». Portando alla luce ciò che era finora «nell'ombra» e ricostruendo il tormentato rapporto tra Quasimodo e la sua collaboratrice - nonché il legame tra i due con alcuni dei maggiori intellettuali del tempo, da Papini a Ungaretti a Marchesi -, il libro svela il dietro le quinte dell'officina letteraria di uno dei più discussi poeti-traduttori del Novecento italiano.
EAN
9788843093816
Data pubblicazione
2019 01 17
Lingua
ita
Pagine
219
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
211
Larghezza (mm)
143
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
310
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«Nell'ombra del poeta». Quasimodo traduttore dell'«Antologia palatina»—