Il gesuita francese Isaac-Joseph Berruyer ci ha lasciato un'imponente produzione di parafrasi commentate della Sacra Scrittura che, se hanno ottenuto all'epoca un grande successo, sono state anche attaccate e condannate da Roma. L'accusa rivolta al suo modo di esporre può riassumersi in un aggettivo: "burlesque". Nell'ottica dei censori è il mescolarsi di generi a creare disagio. Berruyer parla della Bibbia col registro lieve del romanzo: ciò non è consono allo stile solenne, grave, della Scrittura. Un'accusa che emerge, tra quelle che gli vengono mosse, si potrebbe chiamare rigiudaicizzazione della Scrittura. Berruyer rilegge la vita di Gesù e della Chiesa primitiva alla luce di quello che oggi chiameremmo giudeo-cristianesimo: Gesù non avrebbe inteso rivolgersi ai pagani e l'attività degli apostoli si sarebbe concentrata in Terra Santa. Ricostruendo il dibattito suscitato dalle opere di questo esegeta «paradossale», senza pretendere di esaurirne la figura e la ricezione, il libro affronta la storia della sua censura e le modalità di costruzione della stessa.
EAN
9788843094073
Data pubblicazione
2019 01 17
Lingua
ita
Pagine
303
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
213
Larghezza (mm)
142
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
190
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Un gesuita e i suoi censori. La vicenda di Isaac-Jseph Berruyer (1681-1758)—