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Vienna, 1770. Al cospetto dell'Imperatrice d'Austria e Ungheria, Wolfgang von Kempelen, nobile giurista e inventore ungherese, si appresta a presentare la più prodigiosa creatura che il genio umano abbia concepito: una macchina capace di pensare e di giocare a scacchi. In realtà, dietro quella mirabile invenzione si cela un inganno: all'interno dell'automa, abbigliato con preziosissimi abiti di seta, profumato delle essenze più rare provenienti dall'Oriente, si cela un nano veneziano, imbattibile nel gioco degli scacchi, che Kempelen ha sottratto dal buio della prigione: Tibor Scardanelli.
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