Gli attentati dell'11 settembre hanno messo all'ordine del giorno il terrore. Ma più giusto sarebbe dire che ce l'hanno rimesso. Perché il terrore costituisce fin dalle sue origini rivoluzionarie il compagno segreto della nostra modernità politica, il calco negativo delle sue speranze e delle sue promesse, l'alterità assoluta attraverso cui si legittima ogni ordine costituito. Una mitologia, più che una pratica, che il pensiero critico deve profanare - non esorcizizare come fanno i politici e i media - rifiutando la sua segregazione in una sfera separata, altra, sacra, e interrogandola invece nei suoi nessi con l'esperienza comune. È ciò che da secoli fa la letteratura di cui si occupa questo volume, da Sade a Don DeLillo, da Schiller ad Artaud, da Manzoni a Zola, da Dickens a Ballard, da Dostoevskij a Pamuk, da Conrad a Rushdie, da Turgenev a EIlroy, da Gidea Updike e a molti altri ancora: non per spiegare cosa sia o come funzioni il terrorismo, ma per mostrare quanto nel terrorismo siano in gioco l'identità e il destino di tutti noi.
EAN
9788845258589
Data pubblicazione
2007 05 02
Lingua
ita
Pagine
141
Tipologia
Libro in brossura
Tascabile
Tascabile
Altezza (mm)
192
Larghezza (mm)
125
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All'ordine del giorno è il terrore. I cattivi pensieri della democrazia—