Era uno di quei giorni come ferragosto, ma un ferragosto col cuore freddo dell'inverno, quando, appena passato Capodanno, la città si spopola perché la gente è tutta affollata nelle capitali europee o nelle località di montagna a praticare gli sport invernali. Allora le vie semideserte, come i corridoi di un lupanare dopo una notte di orge sfrenate, recano sulla neve delle specie di orme scure simili a comete spente, ciò che resta dei fuochi d'artificio, corolle di fuoco, sfiorite in cenere durante la notte di fine anno. Ecco, in uno di quei giorni,una ragazza e un uomo maturo decisero di fare acquisti nella città deserta. Non appena ebbero parcheggiata l'auto in un vicolo, davanti ai loro occhi, apparve chiara, eterea, come una divinità tellurica, una gatta più bianca della stessa neve su cui muoveva i suoi passi incerti e così lievi da ipnotizzare i due. La gatta aveva una zampina malconcia che la faceva sembrare proprio una creatura oltremondana con quel suo incedere da idolo arcaico. L'uomo, a un certo punto, cercò di prenderla, ma la gatta scomparve rapida tra i rami irrigiditi dal gelo di una siepe di lauro, come spuma o una visione, oppure come obbedendo al misterioso richiamo proveniente dal quel mondo invisibile da dove era venuta.
EAN
9788845610820
Data pubblicazione
2009 01 01
Lingua
ita
Pagine
32
Tipologia
Libro
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