Nel giugno 1972 Giorgio Di Genova - lo scribacchino - e Mattia Moreni - il falegname - avviavano una corrispondenza che si protrasse sino al 1983. Moreni alla Biennale di Venezia aveva avuto una sala personale con provocatorie angurie e pellicce a forte connotazione erotica. In quel momento stava realizzando le angurie in scultura dipinta. Peraltro, su sollecitazione di Di Genova, che stava svolgendo un intenso lavoro di indagine e rappresentazione delle molteplici valenze del fantastico, Moreni riprese dopo molti anni l'esercizio del disegno scarnificato e incisivo, sempre intorno alle angurie. Le lettere e gli atti di quella comunicazione svoltasi non senza attriti e angolosità, furono coinvolgenti e propositivi. Nel suo andamento sincopato, nel "contrasto" delle proposte e delle argute provocazioni, il dialogo procede come una contesa tra "addetti ai lavori" di generazione diversa. Il critico e il pittore non fanno accademia, non discutono in termini astratti dei massimi sistemi estetici. Per quanto non manchino le osservazioni teoriche, parlano soprattutto dell'arte in quanto realtà nella quale sono immersi.
EAN
9788845613012
Data pubblicazione
2012 07 01
Lingua
ita
Pagine
112
Tipologia
Libro rilegato
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Il falegname e lo scribacchino. Moreni-Di Genova. Lettere 1972-1983—