Di Samuel Beckett – «la faccia più bella» del Novecento, come ebbe a dire Tullio Pericoli – colpivano l'intensità ferrigna dello sguardo, le frasi lapidarie destinate a durare nel tempo, il silenzio ieratico che lo avvolgeva nelle rare apparizioni in pubblico. Le lettere raccolte in questo secondo volume consentono precisamente di illuminare la parte della sua vita in cui quella personalità schiva si formò. Sono gli anni dell'incontro con il suo editore e agente, Jérôme Lindon, l'uomo che farà di un émigré irlandese a Parigi una star della letteratura. Gli anni in cui Beckett trasloca in un'altra lingua, comincia a scrivere romanzi e drammi in francese (Molloy, Malone muore, L'innominabile, Aspettando Godot), legge Sartre, Malraux, Céline, Camus. Ma, soprattutto, si dedica nelle sue opere teatrali a un processo di graduale e infaticabile sottrazione, sicché alla fine non resterà che una lucida invocazione alla divina afasia: «In Godot ci sono un cielo che del cielo ha solo il nome, un albero di cui ci si chiede se è veramente un albero ... Niente, tutto questo non esprime niente, è qualcosa di opaco su cui non ci si fanno più domande».
EAN
9788845935886
Data pubblicazione
2021 06 24
Lingua
ita
Pagine
517
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
227
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
45
Peso (gr)
810
Come si presenta questo libro
Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Un titolo pensato per chi cerca una storia ben costruita, con un ingresso abbastanza naturale nel mondo del libro e nella voce narrativa.
Cosa trovi dentro
Dentro trovi soprattutto storia di personaggi, relazioni e vita quotidiana.
Perché può piacerti
Può funzionare bene per chi ama le storie di personaggi e lettori di narrativa contemporanea, con un tono narrativo e scorrevole.
Ideale per
Ideale per chi ama la narrativa
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.