Sin dalle sue origini, il pensiero sociologico ha sempre avuto una relazione controversa con le scienze naturali. Molti hanno cercato di prendere le distanze da queste e conferire alla sociologia una sua autonomia concettuale e metodologica; altri hanno continuato a prendere a modello la fisica o la biologia - anche tenendo presente il fatto che la sociologia originerebbe da tali discipline -, al fine di eguagliarne la chiarezza metodologica e la ogget-tività dei risultati. Le teorie della complessità rappresentano il più recente di tali tentativi: costituite dalla sintesi di concetti propri della sistemica, della cibernetica e delle teorie del caos, queste hanno permesso di risolvere, o almeno di modellizzare, questioni che sfuggivano totalmente alla comprensione stessa della metodologia della scienza tradizionale. Naturale, quindi, che la medesima operazione sia stata tentata anche per le scienze sociali, con risultati però non sempre all'altezza delle aspettative. Lo scopo di questo lavoro è quello di esaminare i principali tentativi effettuati di utilizzare le teorie della complessità in sociologia, evidenziandone sia le prevedibili ingenuità che spesso questa operazione ha implicato, sia le interessanti occasioni di riflessione.
EAN
9788846485984
Data pubblicazione
2007 06 07
Lingua
ita
Pagine
176
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
306
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