Nella seconda metà del Novecento, autori come J. Smart, R. Brandt, R. Hare e J. Harsanyi hanno tentato di chiarire, attraverso diverse strategie argomentative, come sia possibile sottoporre ad analisi filosofica i desideri e i voleri. Il preferenzialismo (o teoria delle preferenze morali), di cui gli autori ricordati sono espressione, crede nella piena valutabilità dei desideri attraverso criteri puramente logici e formali, dunque rigorosi e condivisibili. Questa prospettiva risulta, però, deludente perché, come fa notare B. Williams, i desideri sono rivelatori di una dimensione personale che il filosofo non può ignorare nelle sue indagini. E neppure le vite degli altri, insiste D. Parfit, possono essere estranee all'orizzonte morale. L'esperienza del desiderare rimanda, così, alla ricerca del bene, come suggeriscono C. Taylor e Stuart Hampshire, una ricerca mai conclusa, alla quale è connaturato il conflitto e la tensione problematica. Tutto questo sembra dirci che è fondamentale porre di nuovo al centro la phronesis, la razionalità pratica consapevole del carattere aperto e sempre modulabile dell'idea di vita buona.
EAN
9788846727350
Data pubblicazione
2010 01 07
Lingua
ita
Pagine
178
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
220
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
400
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