Sul finire del XVI secolo anche il genere tragico, l'ultima e più sofferta conquista innestata sul supremo esempio della tradizione classica, poteva oramai dirsi del tutto assimilato alla produzione culturale italiana. La via battuta da Trissino, Giraldi e Aretino aveva trovato il suo culmine nel Torrismondo tassiano, di cui le tragedie di Pomponio Torelli sono figlie precoci ma già sorprendentemente mature. Composti in poco meno di un ventennio in un piccolo castello della campagna parmense, i cinque titoli del Conte di Montechiarugolo (Merope, Tancredi, Galatea, Vittoria e Polidoro) stupiscono per l'alto tasso di sperimentazione e per la varietà di fonti letterarie cui si ispirano, dal magistero euripideo ai più recenti "classici" del medioevo volgare (Boccaccio e Dante). Sullo sfondo si staglia un unico, grande tema: il rapporto del sovrano con il suo popolo e le responsabilità cui è chiamato a rispondere chi detiene il potere, nella certezza che questo non vada esercitato in solitaria bensì con il generoso ausilio di tutta la società civile.
EAN
9788846728067
Data pubblicazione
2011 02 01
Lingua
ita
Pagine
344
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
220
Larghezza (mm)
160
Spessore (mm)
25
Peso (gr)
600
Come si presenta questo libro
Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Qui conta soprattutto il piacere del racconto: personaggi, atmosfera e sviluppo della storia restano il centro dell’esperienza di lettura.
Cosa trovi dentro
Dentro trovi soprattutto ambientazione storica, epoca ricostruita e personaggi e contesto.
Perché può piacerti
Può funzionare bene per chi ama la storia narrata e lettori di romanzi storici, con un tono narrativo e ricco di atmosfera.
Ideale per
Ideale per chi cerca una buona storia
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
Product Information
Shipping & Returns
Edizione
Acquisto
From €28.00
Uno specchio per i principi. Le tragedie di Pomponio Torelli (1539-1608)—