L'opera di Alberto Savinio è stata spesso letta come un corpus multiforme ma sostanzialmente compatto, in cui gli elementi più significativi sembravano già tutti dati nel funambolico esordio di "Hermaphrodito". Davide Bellini sceglie una prospettiva diversa, andando in cerca di sviluppi e discontinuità attraverso sondaggi testuali disposti su una traiettoria solidamente diacronica. Per farlo, collega l'analisi delle poetiche di Savinio (al plurale) con lo studio della sua biblioteca, in cui spicca il ruolo di alcune letture-chiave: innanzitutto quella, complessa e originale, di Nietzsche, ma anche dei classici italiani (Leopardi, Dante), della psicoanalisi freudiana, di saggisti politici come Spengler. Ne emerge un itinerario creativo che si snoda, con esiti spesso geniali, fra i due grandi orizzonti formali della "tragedia" e dell'" enciclopedia": privilegiando, da una parte, la suggestione per le insondabili profondità della metafisica, dall'altra il disincanto di un'intelligenza sempre pronta a far riemergere in superficie falsi miti e tabù.
EAN
9788846733115
Data pubblicazione
2013 04 01
Lingua
ita
Pagine
195
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
225
Larghezza (mm)
155
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
300
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Dalla tragedia all'enciclopedia. Le poetiche e la biblioteca di Savinio—