Nella vasta opera critica del grande studioso viene preso in esame in questo libro un numero ristretto di autori (Croce, De Sanctis, Gadda, Montale), tutti fondamentali per Contini. Se l'incontro dei due autori contemporanei col giovanissimo filologo e critico militante d'eccezione fu decisivo da entrambe le parti, nell'ambito più propriamente metodologico e storiografico fu centrale il confronto col pensiero e con la critica letteraria di Croce. Ciò vale sia per il commentatore di Dante e di Petrarca, sia per lo straordinario analista di varianti d'autore, l'esercizio critico che a buon diritto può considerarsi invenzione di Contini stesso, anche se all'inizio suggestionato dal magistero filosofico di Croce. La precoce scoperta della Stilkritik di Spitzer segna non solo i primi saggi di Contini nella direzione di un superamento del crocianesimo, in parte ancora interno al suo orizzonte categoriale, ma anche la sua produzione matura almeno sino alla fine degli anni Cinquanta. Spitzer fu per Contini un punto di riferimento mai del tutto abbandonato, sebbene dopo la svolta più apertamente strutturalistica sia evidente una presa di distanza.
EAN
9788846737595
Data pubblicazione
2013 12 01
Lingua
ita
Pagine
222
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
225
Larghezza (mm)
155
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
450
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Studi su Gianfranco Contini: «fra laboratorio e letteratura». Dalla critica stilistica alla grammatica della poesia—