Una storia da seguire con facilità
Pisa. Accanto alla città dei vivi, una città dei morti: il Camposanto. Il 10 febbraio 1850, tra i loggiati marmorei del sepolcro monumentale, un giovane Ernest Renan ammira il pasto di Satana raffigurato nell’"Inferno" del Buffalmacco. Tra i dannati, avviluppato nelle spire di una serpe, Averroè, il celebre commentatore di Aristotele del quale Renan andava, al tempo, ricercando le tracce e l’influenza in Italia. I suoi studi confluirono in "Averroès et l’averroïsme" (1852), pietra miliare della storia della filosofia arabo-medievale, e il ricordo di Pisa restò vivo nelle opere del filosofo francese sino alla morte.
Pisa. Accanto alla città dei vivi, una città dei morti: il Camposanto. Il 10 febbraio 1850, tra i loggiati marmorei del sepolcro monumentale, un giovane Ernest Renan ammira il pasto di Satana raffigurato nell’"Inferno" del Buffalmacco. Tra i dannati, avviluppato nelle spire di una serpe, Averroè, il celebre commentatore di Aristotele del quale Renan andava, al tempo, ricercando le tracce e l’influenza in Italia. I suoi studi confluirono in "Averroès et l’averroïsme" (1852), pietra miliare della storia della filosofia arabo-medievale, e il ricordo di Pisa restò vivo nelle opere del filosofo francese sino alla morte.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
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